Ultimo aggiornamento: 20-04-2014 - 10:25
Lunedì 21 Aprile 2014

Paolo Rossi

Giovedì alla Città del Teatro con Mistero Buffo versione pop 2.0

Cascina - il 29/03/2012

Appuntamento alla Città del Teatro di Cascina. Lo spettacolo è diretto da Carolina De La Calle Casanova e vede la partecipazione di Lucia Vasini

Rimandato al 29 marzo alle 21 causa malattia dell'artista. Tutti i possessori di biglietto possono presentare il titolo già acquistato direttamente il 29 marzo ore 21 alla biglietteria de La Città del Teatro. Coloro che volessero invece il rimborso del biglietto possono recarsi entro il 29 marzo nel punto vendita in cui hanno effettuato l’acquisto.

Ancora una volta Paolo Rossi torna sul palco de La Città del Teatro di Cascina
Se Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione, i suoi dogmi, i suoi miracoli?
Clandestino allora come tanti oggi nel nostro paese fu accolto, ammirato, perseguitato e poi giustiziato. Un Gesù raccontato da un giullare, da Giuda, da Maria e dal popolo. Oggi, per paradosso, ognuno di noi è un povero cristo, ognuno di noi è “in fila alla biglietteria del cinema Italia”.
Ogni sera diverso – nonostante non ci sia niente di improvvisato -, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale dove la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e anche drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica.
I misteri non finisco mai: il maestro Dario Fo non ha finito di raccoglierle e in ogni angolo della strada troviamo nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano.
Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare. Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.

Carolina De la Calle Casanova

Sembrava impossibile trovare un altro degno interprete del celebre Mistero buffo di Dario Fo, nonostante le diverse versioni  proposte negli anni di uno dei monologhi più belli e difficili del nostro teatro.
Paolo Rossi  ci è riuscito anche con l’approvazione del suo maestro,  Dario Fo in persona, con cui iniziò nel ’78 a fare teatro. Così il nuovo giullare, interprete del malumori del popolo verso i potenti, è diventato  proprio lui e sarà in scena con il suo Mistero Buffo a La Città del Teatro di Cascina giovedì 29 marzo alle 21.
Lo spettacolo diretto da Carolina De La Calle Casanova   e con la partecipazione di  Lucia Vasini (produce La Corte Ospitale di Rubiera con la Compagnia del Teatro Popolare) è infatti un omaggio al maestro Dario Fo, ma è anche un’avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare.  Ogni sera diverso, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale, in cui la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica.

Ci sono i monologhi più famosi del Mistero Buffo di Fo, dalla «Nascita del giullare» alla «Resurrezione di Lazzaro», che rileggono in chiave buffonesca i misteri religiosi medievali. Comuni denominatori fra il mistero di  Rossi e  quello di Fo: la prospettiva del racconto, quella della povera gente, e il recupero delle radici più profonde del teatro popolare, della Commedia dell'Arte con i suoi lazzi, sketch, canovacci, meccanismi di improvvisazione e grammelot e quella lingua inventata che è l'imprescindibile valore aggiunto di quest'opera.

Solo in scena con il musicista, Rossi rende omaggio al maestro, ma insieme ai pezzi storici del Mistero costruisce un percorso parallelo fatto di nuove storie con spunti presi dall’attualità. Ecco allora, a proposito di resurrezioni, un moderno Gesù indeciso se ridare vita a Papa Luciani, a Sindona o ad Aldo Moro. Oppure, nel «Mistero di coloro che ci crocifiggono», un manichino vestito da extracomunitario perché «Gesù ha detto: ero straniero e mi avete accolto, ma questo in Italia vale solo per i calciatori».

Nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano. Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica – così dice la regista Carolina De La Calle Casanova - come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare. Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.  

Dunque un’occasione da non perdere quella del 29 a La Città del Teatro per uno spettacolo che pur avendo debuttato nel 2010 continua ad avere una lunga tournèe con sale affollate di pubblico.Sono disponibili ancora posti (intero 25 – ridotto 19 – studenti e disoccupati 10 euro  + prevendita), in vendita presso la Città del Teatro a partire dalle ore 20 o presso la Biglietteria del Teatro Verdi, on line su www.greenticket.it.
Per informazioni info@lacittadelteatro.it, tel biglietteria050.3144886, www.lacittadelteatro.it

 

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