Venerdì 15 giugno, alle ore 19.00, inaugurazione della mostra "Jacqueline Joseph", presso la
Chiesa di Santa Maria della Spina, lungarno Gambacorti; fino al 5 agosto.
Dalle ore 17.00 alle ore 20.00. Dal martedì alla domenica. Apertura straordinaria il 16 giugno per La Luminara fino alle ore 24.00.
E' un mondo di colori quello che esce dalle tele di Jacqueline Nesti Joseph, avvolgendoci nei misteri esotici di un' isola, quella di Haiti, ancora oggi tanto lontana. Ma è anche un universo femminile che si svela allo spettatore attraverso un linguaggio denso di emozioni, dal ritmo incalzante di una fiaba.
Un universo femminile che ci parla nel suo silenzio, in un mutismo attonito di chi da anni continua ad attendere, mentre intorno tutto cambia. Sia che si tratti di donne intente a vendere la loro mercanzia nei mercati, sia che si tratti di incontri nella luce rosata del tramonto o in quella celeste dell'alba, questi esprimono la forza antica della natura attraverso forme e gesti che evocano un' umanità dolente e misteriosa, resa oggi ancora più sofferente dalle tragiche conseguenze del recente terremoto. Anche Jacqueline Nesti Joseph, come le sue donne, è stata silente nei suoi quasi trentanni di vita pisana.
Dopo aver calcato i palcoscenici di importanti musei, come il Guggenheim di New York (1967) e Palazzo Strozzi di Firenze (1972), dopo essere stata scelta a rappresentare il suo
Paese alla Biennale di Venezia (1965), dopo che importanti critici d'arte (tra cui Carlo Ludovico Ragghianti, Dino Buzzati e Nicola Micieli) hanno apprezzato la sua opera, l'artista si è "estraniata" dal mondo dell'arte, continuando a dipingere solo per se stessa e per il marito, Victor Nesti, anche lui pittore e grafico, noto a Pisa per le sue "ricette figurate"
apparse nel libro "A tavola con i pisani più schietti". Né mai Jacqueline ha accettato di obbedire alle esigenze di mercato più volte sollecitate, continuando ad esprimersi nella , nata dagli anni trascorsi in Francia, prima a Parigi, dove ha studiato con il maestro Claude Perset, allievo di Braque, e poi a Saint Paul de Vence dove ha conosciuto e frequentato artisti del calibro di Picasso, Chagall e Magnelli, oltre al poeta Jacques Prevert. Un grande segno sulla sua formazione la lascerà anche Diego Rivera, l'artista messicano famoso per i suoi murales, nel cui atelier di Città del Messico la giovane Jacqueline trascorrerà alcuni mesi del 1955 Questo tempo vissuto, così come le atmosfere di Haiti, dove l'artista è nata, non la abbandoneranno mai, insieme al pensiero struggente per il suo popolo, martoriato da secoli di povertà. Ultima di quattro sorelle e due fratelli, Jaqueline Joseph Nesti è stata fin da giovanissima uno spirito irrequieto, tanto che il padre Contant Elie Joseph, allora ministro del commercio e dell'industria dell'isola caraibica, ne riconobbe la vocazione artistica e acconsentì al suo trasferimento a Parigi. Molti altri sono stati poi conosciuti e conquistati dalla sua forza espressiva e dalla sua personalità dirompente. Pisa l'ha
accolta in quello spirito multietnico che da sempre ha visto la città coltivare culture e sapienze diverse. Come quella delle donne haitiane, macchie umane senza un paesaggio, in silenziosa e addolorata attesa.