Il primo agosto è ricco di appuntamenti poetici con un prologo della serata alle 19 dedicato a un Teatro Forum sulla famiglia, a conclusione del laboratorio di teatro dell’oppresso che si è svolto al festival a cura di Barbara Mamone, Silvan Verdier, Leonardo Coppo. Nella consuetudine del dispositivo, caratteristico della tecnica del Teatro dell’Oppresso, l’iniziativa è aperta alla partecipazione e interazione di chiunque voglia “entrare in scena”. La poesia è attesa alle 20.30 nel suggestivo Chiostro della seta, dove la coppia Giovanna Daddi – Dario Marconcini presenta Oh mia poesia salvami, recital per Alda Merini, accompagnato dai suoni di Mirco Mencacci; al castello alle 21.15 è poi il momento di Valentino Zeichen che ritorna al festival per presentare Casa di rieducazione, raccolta caratterizzata dall’ inconfondibile fantasia sbrigliata, dal colorito estro ironico e da momenti
in cui nella poesia si aprono squarci assorti e meditativi, senza rinunciare all’acutezza e vivacità del suo essere passeggiatore e osservatore spregiudicato del mondo. A introdurre la conversazione è Marco Menini.
Al Teatro di Lari la Compagnia Laboratorio di Pontedera presenta alle 21.30 e in replica il 2 agosto Gengè da Uno, Nessuno e Centomila, atto unico da Pirandello, con la regia di Roberto Bacci, per tre attori e tre sedie: inquieto e poetico interrogativo sull’identità e sulla possibilità di cambiare la propria vita. In scena Savino Paparella, Francesco Puleo, Tazio Torrini, musiche di Ares Tavolazzi. Dopo il Pirandello dei precedenti lavori, L’uomo dal fiore in bocca e La poltrona scura, Gengè si presenta come una domanda ancora più urgente sull’essere umano di cui occorre affrontare la crudele verità “osservandola”, senza l’illusione di semplici vie di scampo. A seguire "Fico. Fantasmi in carne e ossa" di Scenica Frammenti, scrittura scenica per tre generazioni di attori e una mummia, in un crocevia di memorie di scena e di vita. Abitato da personaggi nati rispettivamente nel 1956, nel 1961 e nel 1975 e in data indefinibile. Tre generazioni a confronto difficilmente compatibili. Quel che li accomuna oltre al teatro è un certo modo di vivere l’infanzia, crescere, socializzare, inserirsi nel mondo. Con Walter Barone, Nicola Donalisio, Dimitri Galli Rohl e la Compagnia delle Mummie, i pupazzi sono di Cesare Inzerillo, regia Loris Seghizzi e Dimitri Galli Rohl.
Alle 22.30, con partenza dal castello, il cerchio poetico si chiude con Generazione, una passeggiata filosofica per il borgo di Lari con Luca Mori e Simone Lenzi, cantante dei Virginiana Miller e autore del romanzo La generazione, da cui il titolo dell’evento. E’ consigliata la prenotazione scrivendo a prenota@collinarea.it .
Info e biglietti su www.collinarea.it tel +39 393 2336730
Biglietto unico per gli spettacoli dell’intera serata 12 euro, bambini sotto i 10 anni ingresso libero.
Ascanio Celestini (3 agosto) - Discorsi alla nazione 15 euro. Per chi acquista Celestini biglietto ridotto intera serata 6 euro
In Area (serata finale il 4 agosto) biglietto unico 12 euro, bambini fino a 6 anni ingresso libero, da 7 a 12 anni 6 euro. Il biglietto consente l’accesso al borgo di Lari e la visione di spettacoli, performance di strada e il gran concerto finale.