Sempre nella mattinata è continuata la bonifica del sito occupato abusivamente da alcune famiglie Rom in via Aurelia, in corrispondenza della ex casa cantoniera dell’Anas. Gli uomini dalla ditta AVR, affiancati dagli uomini della Polizia Municipale, hanno lavorato di buona lena, e lo stesso faranno i prossimi giorni, per rimuovere le tonnellate di macerie e rifiuti sparsi ognidove all’interno dell’area ormai abbandonata. Lo sgombero della sede Anas si trascinava ormai da mesi, da quando, cioè, il Sindaco aveva firmato l’ordinanza relativa, anche sulla scorta del parere della USL5 di Pisa, che prescriveva appunto una immediata bonifica per “gravissimi motivi di igiene e sanità” dopo un sopralluogo effettuato con propri tecnici.
L’ordinanza era stata notificata ai capifamiglia già nel marzo scorso, ma si era attesa l’esecuzione di alcuni “rimpatri assistiti”, ovvero il rimpatrio dei nomadi dietro compenso di una somma di denaro, che, riguardando ben 16 persone che avevano i requisiti per chiederlo, hanno richiesto tempi burocratici piuttosto lunghi. Venerdi scorso poi si era dato corso allo sgombero, quando la Polizia Municipale, assieme ad uomini della Questura e dell’Arma dei Carabinieri, (circa trenta uomini in tutto) hanno dato assistenza ai tecnici della ditta AVR che hanno abbattuto le baracche facenti parte dell’insediamento abusivo ed iniziato la lunga opera di bonifica. Tutto si è svolto pacificamente e senza alcuna resistenza da parte degli occupanti, i quali, avvisati ormai da lungo tempo, avevano addirittura già pronti i bagagli ed hanno abbandonato il sito in brevissimo tempo.
Invece presso l’insediamento abusivo della via Bigattiera stamani la Polizia Municipale, assieme ad uomini della Questura e dell’Arma dei Carabinieri, hanno scortato i tecnici dell’ENEL che hanno interrotto i collegamenti abusivi fra le baracche dei nomadi e la centralina posta a bordo strada. Ed anzi hanno provveduto proprio a rimuovere la stessa centralina per evitare nuovi e pericolosissimi allacci abusivi. Tutto si è svolto senza incidenti, anche se fra le proteste degli extracomunitari (tutti di nazionalità macedone. Anche qui lo sgombero dell’insediamento sarà graduale. Infatti molti degli occupanti hanno già spontaneamente abbandonato il sito e si sono trasferiti in abitazioni vere e proprie, qualcuno è stato espulso dagli uomini della Questura e rimpatriato al paese d’origine, mentre altri sono stati, negli ultimi mesi, tradotti in carcere per reati di varia natura. Intanto, all’interno del campo è stata predisposta una postazione di emergenza della Croce Rossa Italiana, che farà da punto di riferimento momentaneo per coloro che sono rimasti nell’insediamento.