Ultimo aggiornamento: 29-01-2015 - 21:23
Giovedì 29 Gennaio 2015

Taglie alle poste: per Pieroni «strategia illogica della società»

23/04/2012

«Il piano di ristrutturazione di Poste Italiane che prevede l’esubero di 130 lavoratori impieganti nel centro di meccanizzazione postale di Pisa è un esempio di cattiva ristrutturazione aziendale, di innovazione al contrario che risponde a logiche finanziarie di breve-termine. Da una società che vanta di essere leader al mondo nel suo settore ci aspetteremmo tutti maggiore capacità di produrre redditività, ma soprattutto di saper valorizzare le risorse umane, il vero cuore del valore dei servizi offerti ai cittadini».

Così il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, che oggi ha partecipato al picchetto organizzato dai sindacati di categoria davanti alla Domus Mazziniana a Pisa – in occasione della vista del presidente della Camera Giafranco Fini – per portare la propria solidarietà ai lavoratori che stanno protestando per il piano di Poste Italiane fatto di un taglio complessivo di 474 portalettere e la parziale chiusura del centro di meccanizzazione postale di Pisa che comporterà una riduzione del centro da 245 a 115 unità.

«Poste Italiane sembrano aver rinunciato a creare valore sui servizi postali – afferma il presidente Pieroni – Dopo gli investimenti sul centro di Pisa, ripagati con una qualità del servizio da primato nazionale, pur di fronte a livelli occupazionali non ottimali, la società inspiegabilmente ha intrapreso prima la strada dell’innalzamento degli orari di impiego richiesti ai lavoratori, poi lo spostamento di volumi di posta su Firenze ed infine ha presentato un piano di drastico taglio occupazionale sulla nostra città».

«Come Provincia siamo al fianco dei lavoratori – conclude Pieroni – Non troviamo logica nelle strategie di Poste Italiane e questa nuova crisi occupazionale ci vedrà in prima fila con i sindacati per scongiurare l’esito nefasto che la società intende perseguire a danno di centinaia di famiglie pisane e non solo»

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