Come una scoperta diventa notizia

    Come una scoperta diventa notizia

    Scuola Superiore Sant'Anna -

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    La ricerca è sempre più presente sui mass media. Dalla pubblicazione scientifica al lancio di agenzia, al servizio sul quotidiano, sul web, in tv o in radio, con la declinazione ‘social’ che spesso rinuncia alla mediazione giornalistica, quale percorso trasforma un articolo scientifico o un evento legato mondo della ricerca e della formazione universitaria in una notizia di larga diffusione e, in tutti questi passaggi, come modifica la sua presentazione? Quali sono i protagonisti, le regole, gli strumenti che accompagnano la pubblicazione scientifica nel suo ‘diventare’ notizia o nel suo trasformarsi in un post? Per ripercorrere il cammino dell’informazione e della comunicazione scientifica, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa apre la ‘newsroom didattica’ proponendo la seconda edizione del corso interno in ‘Informazione e comunicazione scientifica’, rivolto ai suoi allievi ordinari e perfezionandi, su proposta di Debora Angeloni, docente di biologia molecolare all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e curato dalla stessa Debora Angeloni, insieme a Francesco Ceccarelli, giornalista dell’Ufficio Stampa della Scuola Superiore Sant’Anna e tra i fondatori di #PASocial, associazione nazionale per la nuova comunicazione.

    Da giovedì 22 febbraio, docenti universitari, giornalisti, operatori della comunicazione e scrittori presentano le ‘regole auree’ e si confrontano con gli allievi del Sant’Anna su contenuti, strumenti, norme etiche e deontologiche per conoscere il comportamento e le reazioni dei mass media, quando si confrontano con il mondo della ricerca, della scienza e – più in generale – dell’università’. La prima lezione apre la parte istituzionale dedicata a temi come deontologia, etica, semiotica ed è affidata ad Antonio Valentini, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e docente dell’Università di Pisa. Tra i docenti anche lo scrittore Marco Malvaldi che vanta esperienze nel mondo della ricerca.

    Il corso è pensato per rispondere alle esigenze formative degli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna di oggi, i professionisti e gli scienziati di domani chiamati a interagire con il mondo della comunicazione e dell’informazione, per metterli a conoscenza dei meccanismi principali che lo regolano e che lo alimentano, anche per contribuire e sottolineare l’importanza della corretta informazione scientifica, a maggior ragione quando alla ‘verità’ si è aggiunta una presunta ‘post verità’ e le ‘fake news’ continuano ad autoalimentarsi sui social media. Gli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna acquisiscono nuove e ‘inedite’ competenze, utili nel futuro per agevolarli nella diffusione e nella ‘condivisione’ dei traguardi raggiunti e delle sfide che li attenderanno come ricercatori e professionisti, rispondendo a un ulteriore dovere: quello della trasparenza. Se i progetti di ricerca sono condotti con finanziamenti pubblici è giusto che i cittadini sappiano come sono impiegati i ‘loro’ fondi e con quali risultati.

    «Non vogliamo sovrapporci a corsi di informazione e comunicazione ma presentare questi temi, così ampi e complessi, secondo il ‘punto di vista’ utile ai nostri allievi. Le dieci lezioni sono caratterizzate da un approccio teorico e presentano casi pratici, con una forte attenzione al ‘back office’ dell’informazione, a quei segni e quelle regole di carattere etico e deontologico che gli operatori della comunicazione e dell’informazione sono tenuti a rispettare e che aiutano i nostri allievi ad ampliare le loro conoscenze», spiega Debora Angeloni.

    «Il mondo dell’informazione è cambiato – sottolinea Elisabetta Cosci, vice Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – e indubbiamente dobbiamo tutti fare i conti con i problemi etici che affiorano a ritmi sempre più incalzanti. Il giornalista ha necessità di riflettere sui limiti di un’informazione che sia rispettosa dei diritti dei cittadini a essere correttamente informati e questo è possibile grazie ad una puntuale formazione che insegni, a chi ha scelto di fare questo mestiere, il rispetto delle regole, la cura del linguaggio e l’attenzione alle persone. Se questo stesso atteggiamento si pone anche da parte di chi sarà fonte di notizie, l’informazione risulterà più efficace e deontologicamente adeguata. Il nostro paese sta vivendo una profonda crisi etica e i media inevitabilmente riflettono questa situazione. Mai come oggi c’e’ bisogno di ritrovare qualita’ nell’informazione restituendo al ruolo del giornalista il riconoscimento sociale in termini di attendibilita’ e fiducia. Non posso che accogliere con favore l’iniziativa promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna, auspicando che possa diventare un esempio virtuoso da replicare».

    Le lezioni si tengono a Pisa presso l’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna, in via Moruzzi, presso area di ricerca CNR, con il seguente calendario di massima. 22 febbraio: apertura di Debora Angeloni; lezione di Antonio Valentini. Primo marzo: Giovanni Manetti (Università di Siena). 8 marzo Veronica Neri (Università di Pisa). 15 marzo: Chiara Palmerini (Focus, Panorama). 22 marzo: Marco Malvaldi (scrittore). 12 aprile: Luca Serasini (IFC CNR). 19 aprile: Antonello Riccelli (GranducatoTv). 26 aprile: Federico Pedrocchi (Radio 24). 3 maggio: Enrica Battifoglia (Agenzia ANSA). 10 maggio: Francesco Ceccarelli (Scuola Superiore Sant’Anna).

    Gli esterni possono seguire una o più lezioni come uditori, compatibilmente con la capienza dell’aula, inviando una mail a debora . angeloni at santannapisa.it e francesco . ceccarelli @ santannapisa.it

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