Studenti in visita ai campi di concentramento

    Studenti in visita ai campi di concentramento

    Itis Santucci di Pomarance -

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    Gli studenti dell’Itis“A. Santucci” di Pomarance Yunes Chadili, Alessio Santi ed Eva Agaci, insieme ai colleghi dell’Is “Carducci” Roberta Marroccu, Giovanna Orlandini e Paola Tortora, accompagnati dal professor Stefano Bianchi sono appena tornati dal viaggio premio vinto per il concorso “Il giorno della memoria”. Il viaggio ha dato molti spunti di riflessione agli studenti che al loro rientro li hanni trasmessi hai compagni. Forte impressione ha suscitato la partecipazione alla commemorazione internazionale in ricordo della liberazione del campo di Mauthausen, una vera a propria fortezza della morte, dove alcuni deportati erano costretti a lavorare in condizioni disumane: dopo il lavoro in cava per estrarre dei blocchi di pietra li dovevano trasportare lungo una scalinata chiamata scala della morte, una scala ripida in cui spesso i detenuti, disabilitati dalla denutrizione, cascavano travolgendo i compagni di sventura che li seguivano.

    Alessio è stato molto colpito dal campo di Dachau, in cui per la prima volta ha visto i forni crematori dove veniva messo in atto la soluzione finale.

    Eva si chiedeva come facevano a dormire tranquilli i cittadini di Ebensee e di Gusen sapendo che le loro abitazioni sono state costruite sui campo di concentramento; infatti dei due campi resta solo un memoriale, costitutito dai forni crematori, ma tutto il resto della superficie è stata lottizzata per la costruzione di villette.

    Yunes invece è stato colpito dal Castello di Hartheim bellissimo esternamente ma luogo di efferate atrocità perpetuate a danno di persone con disabilità, mentali o fisiche, utilizzati come cavie con la complicità delle case farmaceutiche.

    Il professor Bianchi ha ricordato l’importanza del meeting finale tenutosi nella sala convegni presso l’Hotel di Innsbruck dove erano alloggiati: gli studenti hanno potuto ripercorrere il viaggio e condividere con i compagni le proprie emozioni affinchè venga tramandata la memoria delle atrocità del passato e che grazie alla consapevolezza di questa non si possano piu ripetere.

    La scuola ringrazia i Comuni di Pomarance e Volterra,che hanno reso possibile la partecipazione, e l’Aned di Pisa, nelle persone di Laura e Paolo Geloni, figli del deportato Italo Geloni, che si sono fatti carico di tutta l’organizzazione.

     

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