In corso monitoraggio Arpat alle aziende a Stagno e al Porto

    In corso monitoraggio Arpat alle aziende a Stagno e al Porto

    Arpat -

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    Dall'estate del 2016 l'Ufficio relazioni con il pubblico di ARPAT ha registrato un incremento significativo di esposti da parte di cittadini residenti a Calambrone (Pisa) per maleodoranze che gli stessi ritengono provenire dall'area nord di Livorno, in particolare dall'area di Stagno nel Comune di Collesalvetti, nella quale ci sono molte attività industriali del settore petrolchimico. L'Agenzia ha risposto alle segnalazioni pervenute dai singoli cittadini e, attraverso questa nota, vuol favorire la diffusione della risposta fornita all'esposto-petizione sottoscritto da 139 persone

    Premessa – I sopralluoghi effettuati, anche a seguito delle segnalazioni, hanno permesso di acquisire molte conoscenze dirette sulle sorgenti, sulla tipologia, sulla quantificazione e caratterizzazione delle emissioni e quindi sul loro potenziale odorigeno e sull'eventuale impatto sul territorio. In particolare ARPAT effettua controlli alle aziende sulla base delle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti (Regione – ex Provincia) in relazione alle prescrizioni in esse contenute e ai piani di monitoraggio e controllo facenti parte delle stesse; interventi per controlli di natura diversa da quella sopra esposta (per segnalazione dei cittadini relativi ai vari aspetti ambientali, di iniziativa, su delega della Procura della Repubblica, etc). Gli esiti dei controlli possono essere positivi (rispetto della normativa e delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi), oppure negativi (non rispetto). In questo secondo caso, sulla base di quanto previsto dalla normativa, vengono elevate sanzioni amministrative o vengono inviate Comunicazioni di Notizia di Reato alla Procura della Repubblica competente per territorio quando la legge e i regolamenti configurano la mancata osservanza normativa in tema ambientale come reato penalmente perseguibile (Codice Penale, Dlgs 152/06, etc).

    Attività svolta dall'Agenzia. Si precisa che attualmente non esiste una normativa nazionale che stabilisca limiti alle emissioni odorigene e la Regione Toscana non ha deliberato in merito. In campo tecnico, per i valori limite delle emissioni odorigene e per i metodi di valutazione degli impatti ai recettori, viene spesso fatto riferimento alla Delibera della Giunta Regione Lombardia n° IX/3018 del 15-02-2012 e/o alla Deliberazione della Giunta Provinciale di Trento n. 1087 del 24-06-2016. Per la problematica delle emissioni odorigene in particolare, il Dipartimento ARPAT di Livorno, insieme ai Comuni di Livorno e Collesalvetti, ha programmato un Piano di Prevenzione Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene dei Comuni di Livorno e Collesalvetti (Piano mirato) presentato in pubblica assemblea in data 28-10-2016. Come è stato evidenziato nella presentazione del “Piano mirato”, le aziende coinvolte sono numerose ed insistono nell'area Nord della città di Livorno e al confine tra Livorno e il Comune di Collesalvetti (località Stagno – Villaggio Emilio).

    Un potenziale contributo all'effetto odorigeno percepito potrebbe essere fornito dalla presenza delle navi a banchina nell'area portuale inteso come emissione di fumi della combustione dei motori endotermici (sia motori per la propulsione che per gruppi elettrogeni) e le eventuali perdite diffuse nelle operazioni di carico/scarico di prodotti petroliferi da e verso le aziende interessate (lavorazione e/o deposito di prodotti petroliferi). Per quanto riguarda invece il controllo del rispetto di altre normative non prettamente ambientali da parte delle navi in porto (ad es. il tipo di combustibile/carburante usato in relazione al tenore di zolfo e ai tempi di permanenza a banchina), questo è di competenza della Capitaneria di Porto. Attraverso lo strumento del "Piano mirato”, è possibile fin da ora, relativamente ad alcune aziende, ma lo sarà maggiormente al suo completamento, determinare il contributo delle singole sorgenti sull'impatto olfattivo totale sul territorio e stabilire le priorità degli interventi di mitigazione delle emissioni odorigene delle aziende interessate.

    Infatti alcune aziende coinvolte hanno effettuato già le proprie indagini olfattometriche e stabilito alcune azioni di mitigazione che in parte sono già state realizzate e in parte dovranno essere implementate secondo un cronoprogramma proposto agli enti e istituzioni competenti. Lo stato di attuazione del “Piano mirato” e la prospettiva nel breve e medio termine delle azioni e dei risultati di mitigazione di tutte le aziende coinvolte nel piano stesso saranno presentati in iniziative pubbliche concordate con le amministrazioni comunali di Livorno e Collesalvetti.

    Per quanto riguarda la raffineria ENI, identificata dai cittadini-esponenti di Calambrone come “polo petrolchimico di Stagno”, si ricordano le notizie già pubblicate sul sito dell'Agenzia sull'attività di controllo svolte anche per la problematica delle maleodoranze. In particolare, sulla base dei primi studi effettuati da ENI nel corso del 2015, l'azienda ha modificato delle sezioni del proprio impianto TAE “Trattamento Acque Effluenti” ritenuto fonte di emissione odorigena (vedasi il sistema di insufflazione aria nella vasca di ossidazione e quello di nebulizzazione vasche di arrivo e finali dell'impianto). ARPAT, a seguito dei numerosi interventi realizzati riguardo all'efficacia degli stessi in relazione alle emissioni odorigene, non ha ritenuto ancora esaustivi gli interventi effettuati o proposti. A tale proposito, facendo riferimento allo studio presentato dalla società ENI nel dicembre 2016, attraverso il quale sono state individuate le sorgenti a maggiore potenziale olfattivo, l'Agenzia, con le proprie strutture (il Dipartimento di Livorno, il Settore Rischio industriale e il Settore Modellistica previsionale), ha fornito ulteriori indicazioni in merito alla mitigazione degli odori derivanti dalle vasche di arrivo effluenti e da alcune vasche di trattamento (flocculazione e flottazione) e indicazioni per la conduzione dello stesso processo di depurazione. ENI ha inoltre espresso la volontà di procedere all'abbattimento delle emissioni odorigene derivanti dai serbatoi individuati come principali sorgenti di odori (oli combustibili e RVC), condivisa da ARPAT.

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