Lusochimica: installato nuovo filtro a carbone attivo. Ridurrà le emissioni nocive

    Lusochimica: installato nuovo filtro a carbone attivo. Ridurrà le emissioni nocive

    Arpat -

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    Emissioni atmosferiche della Lusochimica di Pisa – Nell'industria chimica organica o farmaceutica generalmente i processi produttivi sono caratterizzati da ampie variazioni nel quadro emissivo, dal momento che si tratta per lo più di impianti con funzionamento discontinuo, legato sia alle materie prime sia alla fase di lavorazione. Nel corso degli ultimi 4 anni, anche alla luce di quanto emerso dai controlli di ARPAT, la Ditta Lusochimica ha implementato una serie di interventi sulla linea di emissione principale E5 grazie ai quali oggi, anche nelle condizioni più gravose dal punto di vista emissivo, il rispetto dei Valori limite di emissione viene sempre assicurato.

    Il principale impatto ambientale di tale attività riguarda l’aspetto delle emissioni atmosferiche che si creano nelle varie fasi operative, quali: il carico/scarico di solventi nelle apparecchiature (reattori, centrifughe, serbatoi, ecc.), il riscaldamento, la messa sottovuoto, ecc. Queste emissioni devono essere abbattute e nell’elenco delle Migliori tecnologie disponibili di settore sono previsti gli ossidatori termici, catalitici, condensatori criogenici, ecc. All'emissione principale E5 afferiscono gli sfiati di tutte le principali apparecchiature dell'impianto (reattori, centrifughe, essiccatori, parchi serbatoi stoccaggio solventi, ecc.) e a monte della stessa è presente, tra i vari sistemi di abbattimento, un ossidatore termico del tipo rigenerativo a 2 stadi ("TOX" nello schema).

    Nel 2012, nel corso di un controllo AIA presso tale linea, ARPAT riscontrò valori elevati del parametro Carbonio organico totale, indice delle emissioni odorigene di matrice organica. Gli autocontrolli effettuati con cadenza semestrale dal gestore avevano invece sempre riscontrato valori molto bassi di tale parametro. Alla luce di ciò, la Provincia di Pisa prescrisse – per tale emissione – l’installazione e la messa in funzione di un Sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni per il parametro Carbonio organico totale. Tale sistema evidenziò sporadicamente alti valori del parametro in questione, presumibilmente dovuti alla variabilità del processo produttivo, ad esempio l'impiego di solventi con volatilità maggiore di altri per l'effettuazione di distillazioni sotto vuoto.

    Circa due anni fa, per garantire costantemente entro i limiti i livelli di Carbonio organico totale, la Ditta ha presentato un progetto in cui si prevedeva di: impiegare due scrubber, usati in passato come sistema di abbattimento di emergenza, come pre-trattamento del flusso in ingresso all'ossidatore termico, per garantire una migliore omogeneizzazione del flusso di inquinanti in ingresso al combustore, installare un filtro a carbone attivo a valle dell'ossidatore termico ed a monte del Sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni, da attivare unicamente in caso di avvicinamento del Valore limite.

    Nel corso del controllo dello scorso aprile 2016, ARPAT ha preso atto del completamento di tali interventi. In pratica la funzione del filtro in questione è quella di "rifinire", solo in caso di necessità, la corrente gassosa già combusta, proveniente dall'ossidatore termico, prima dello scarico in atmosfera attraverso il punto emissivo E5. La condizione di funzionamento normale del combustore non implica quindi il passaggio delle correnti gassose attraverso il filtro; solo in caso di avvicinamento al limite per lo scarico, ovvero al raggiungimento di una concentrazione di Carbonio organico totale pari a 19 mg/Nm3, il sistema commuta automaticamente, facendo passare i gas attraverso i carboni attivi che svolgono quindi funzione di rifinizione.

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