MdS editore invitata a presentare il libro “Gabbie” al premio Bancarella

    MdS editore invitata a presentare il libro “Gabbie” al premio Bancarella

    MdS Editore -

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    La casa editrice pisana MdS è stata invitata al premio Bancarella a presentare il progetto di scrittura che organizza all’interno del carcere don Bosco di Pisa. Gabbie continua così il suo percorso paziente fatto di incontri, discussioni e dibattiti, dopo  l’Importante appuntamento  alla camera dei deputati per la presentazione del progetto, promosso dal questore della Camera dei Deputati, On. Paolo Fontanelli, alla presenza del Ministro Guardasigilli On. Andrea Orlando, è la volta dell’invito al Premio Bancarella, promosso questa volta dal sottosegretario al ministero della Giustizia On. Cosimo Ferri.

    Gabbie è un libro scritto dai detenuti del carcere Don Bosco di Pisa insieme a giornalisti, scrittori e filosofi, al termine di un corso di scrittura, ideato e sostenuto dall’editore con la giornalista Antonia Casini e il curatore Michele Bulzomi, che tuttora prosegue all’interno della casa circondariale. Gabbie esce dai confini di Pisa e del carcere in cui è nato per approdare a Pontremoli nel prestigioso premio dell’estrema provincia di Massa  Carrara. Fra i tanti motivi di interesse di questo progetto  uno si riferisce alla scrittura stessa che, come sostiene Alfonso Maurizio Iacono, professore ordinario di storia della Filosofia all’università di Pisa, – «è la risultante fra vincolo e libertà, vincolo istituito dalle regole grammaticali che non possono essere eluse, e la libertà di combinare in maniera infinita un numero finito di parole» ­-  la scrittura induce una ricerca di ordine e di rigore e permette di guardare dentro di se allo stesso modo.

    Il titolo del libro viene dal tema che è stato proposto: la gabbia  non è solo una struttura  coercitiva che limita la libertà e il movimento; è anche un “carcere d’invenzione”, una strutture mentale, onirica, una paura, un pregiudizio, è tutto ciò che limita e condiziona la libera espressione della persona e questa condizione umana è comune a chi è recluso come a  chi sta fuori. Il  progetto si pone anche l’obiettivo di reperire fondi per finanziare attività di reinserimento lavorativo una volta fuori da carcere ed è sostenuto da autori della casa editrice e da giornalisti de “La Nazione” in collaborazione con l’area educativa del carcere Don Bosco.

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