Vite deragliate: il libro di Strambi presentato da Mauro Corona

    Vite deragliate: il libro di Strambi presentato da Mauro Corona

    MdS Editore -

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    «E’ un libro molto bello, di storie realmente accadute. Hanno molta più forza. Perché ognuno di noi dice: ‘ma se fossi stato io in quel posto lì, in quell’occasione lì,  in quella circostanza, cosa avrei combinato?». E’ un Mauro Corona entusiasta quello che, venerdì pomeriggio allo Spazio Autori del Salone internazionale del Libro in corso a Torino, ha presentato, insieme all’inviato di Matrix Angelo Macchiavello, “Vite deragliate (MdS Editore, 136 pagine), il nuovo libro di Tommaso Strambi.

    «Pensate a chi legge un romanzo come Cent’anni di solitudine – afferma Corona – oggi c’è ancora gente che va a cercate Macondo… convinta che ci sia il paese. Oppure quando prende paura, dice che è tutta fantasia, come se fosse un film dell’orrore di Dario Argento.  Uno dice: “ho paura, ma se penso che tre metri dopo quella scena ci sono cameramen, elettricisti, luci, microfoni, lampadine beh, tutto passa”. Allora uno prende meno paura. Qui no. Quando uno sa che il fatto è realmente accaduto si domanda: “io cosa avrei fatto?». «Ecco l’amico Tommaso – aggiunge ancora Corona – lavora con la sua penna storie vere. Vorrei che alcune delle mie storie si avverassero…».  Per oltre un’ora, in una sala gremita di appassionati lettori Mauro Corona e Tommaso Strambi hanno dialogato con il pubblico, intrecciando le storie che compongono “Vite deragliate” alla passione e alla schiettezza di Mauro.

    Quanto di noi ci appartiene indissolubilmente, quanto è dato dalle porte che si sono aperte o chiuse? Sono domande che si affollano nel nostro quotidiano e in quello dei protagonisti di ‘Vite deragliate’, l’antologia di racconti che Tommaso Strambi, giornalista e responsabile della redazione pisana de La Nazione, firma appunto per la serie Lumina di MdS editore.  Da un fatto di cronaca reale l’autore ha costruito questi racconti, accomunati dal fil rouge di improvvisi e repentini deragliamenti esistenziali. Dal cuore della provincia italiana una narrazione che può riguardare ciascuno di noi, all’improvviso, fino a mettere in discussione la vita di personaggi finiti, loro malgrado, sotto l’occhio di bue della cronaca.

    «“Il fine pena mai come la pena di morte – ha precisato Mauro – vanno abolite per tempo. Una volta che uno è stato condannato a 50 o 30 anni di carcere è più che sufficiente. A meno che non abbia sversato 626 ettolitri di vino nelle fogne, proprio come in una  delle storie narrate da Tommaso, perché allora l’ergastolo è il minimo. Come si fa a gettare tutto quel ben di Dio».  Battute e frecciate anche indirizzate a Crozza: «E’ fantastico – ha concluso Corona – pensate che in realtà vi ho fregato tutti. Io non sono Mauro, sono proprio Crozza. E, comunque, ci crediate o no vi invito a comprare questo libro perché è veramente molto bello e i libri si comprano e poi si regalano anche»

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