Alessandra Capitano del RIS

    Alessandra Capitano del RIS

    Cascina -

    La scena del crimine arriva in cattedra

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    Nella terza e conclusiva giornata della “Fiera del Libro – Strade di Carta 2013”, che si svolgerà al Liceo Antonio Pesenti di Cascina, mercoledì 24 aprile dalle 9 alle 11 sarà presentato il romanzo “Alessandra Capitano del RIS” (Manidistrega Editrice, 2008), a tutt’oggi l’unico romanzo italiano sul RIS. Per la casa editrice sarà presente l’editor Elena Sbrana. L‘autrice pisana Francesca Padula, da tempo residente a Cascina, si confronterà con gli studenti e risponderà alle loro domande: il libro offre molteplici argomenti di interesse e spunti di riflessione, oltre che riguardo alla legalità, anche per l’aspetto scientifico. Dei suoi libri è stato detto che sarebbero un ottimo viatico per portare, in modo piacevole ed interessante, la cultura della legalità ai ragazzi delle scuole superiori.

    Cosa ne pensa?
    Credo che sarebbe una cosa molto bella e utile. I racconti del Maresciallo Nardella (in qualità di Vicecomandante della Stazione di Riglione) offrono una memoria storica del territorio di parte della periferia di Pisa e in essi viene descritto quanto sia forte ed importante il legame che si instaura con la popolazione: soprattutto nei piccoli centri la Stazione Carabinieri costituisce un fondamentale punto di riferimento. Se poi il romanzo entrasse a far parte nella rosa dei libri di lettura per gli studenti dei licei scientifici sarebbe per me un grande punto di arrivo: all’inizio del libro viene descritto l’iter che deve seguire un laureato per accedere al Reparto Scientifico dei Carabinieri e, nello svolgersi della risoluzione dei casi, sono varie le sfaccettature delle scienze forensi che vengono presentate ed analizzate. Ho fatto studi scientifici sia alle superiori che all’università ed inevitabilmente l’approccio ed il punto di vista con cui ho scritto il romanzo è quello dello scienziato, oltre che essere guidata dalla passione e dal cuore.

    Lei ha già presentato nel 2009 il romanzo agli Istituti Superiori Fermi e Marconi di Pontedera insieme all’allora Comandante del RIS di Parma, Luciano Garofano, che ha curato l’introduzione del libro. Come vede questo suo ritorno a scuola?
    Questo è un appuntamento a cui tenevo molto, anzi mi piacerebbe presentarlo in tutti i licei della provincia: venire a contatto con l’energia e l’entusiasmo dei ragazzi costituisce sempre un importante e stimolante confronto.

    Si è cimentata più volte con storie che hanno come protagonisti dei carabinieri, come mai questa particolare affezione?
    L’interesse per la legalità ed il “giallo” l’ho sempre avuta anche da lettrice e nelle storie che prediligo vedere in televisione, il fatto che scriva di carabinieri mi è venuto naturale avendone sposato uno. Quello che mi interessa nei personaggi che creo è sottolinearne il lato umano oltre che quello legato alla divisa, il loro diverso modo di portarla, i legami che si instaurano tra di loro e all’interno del territorio in cui operano: uomini e donne che ci sono più vicini di quanto pensiamo e sentiamo.

    Progetti futuri?
    Nei prossimi mesi sarà pubblicato un mio racconto mistery nella collettanea “Giallo Luminaria” e sto ultimando un libro sui Carabinieri della Stazione di Riglione. C’è anche un progetto a cui tengo tantissimo, ancora in fase di organizzazione, contro il bullismo, dedicato agli studenti delle scuole medie inferiori e a quelle dei bienni delle superiori del comprensorio del Comune di Cascina: per problemi contingenti è stato rimandato al prossimo anno scolastico; mi auguro non cada nel dimenticatoio. L’argomento purtroppo è sempre molto attuale e riguarda tutti noi.

    Ha un sogno nel cassetto legato ai suoi libri?
    Ce l’ho da quando scrivevo il romanzo e cioè che ne sia tratta una fiction: è vero che c’è già stata una serie TV sul RIS di Parma, ma era molto americanizzata e lontana da quello che è il vero lavoro dei tecnici del RIS, al contrario di come invece l’ho raccontato io, con realismo e senza spettacolarizzazioni. Ho perso il conto delle copie inviate a registi e attori negli ultimi 10 anni (anche prima che fosse pubblicato)… Ma ormai gli attori a cui pensavo io come interpreti dei miei personaggi si son fatti “vecchi” e credo proprio che rimarrà un sogno nel cassetto, anzi nel computer!

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