Cacciate le streghe

    Cacciate le streghe

    Pisa -

    Studio scenico su "Il crogiuolo" di A. Miller

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    Re-play associazione culturale, Marchetti Editore e Spazio Scenico di Calci, mercoledì 20 giugno alle 21.30 vanno in scena con un nuovo spettacolo teatrale alla Domus Mazziniana. Ingresso libero ad offerta

    Cacciate le streghe , studio scenico su “Il Crogiuolo” di A. Miller con Nathalie Battilocchi, Angela Bellini, Salvatore Bellomo, Antonello Cesari, PierPaolo Ciullo, Concetta De Santis, Furio Detti, Linda Lercari Bartalucci, Valeria Iovanna, Francesca Parrini, Ivana Pavlickova, Emanuele Ratto, Francesca Regoli, Sabina Riondino. Scene di Gabriele Simili. Costumi a cura di Simonetta Bignami. Adattamento e regia Pietro Malavenda

    Cacciate le streghe è uno studio su una delle più importanti opere di teatro americano del ‘900; nei primi anni ’50 Arthur Miller scrisse “The Crucible” (Il Crogiuolo), e allora i riferimenti erano chiari al senatore McCarthy e alla sua “crociata contro i comunisti”. Ma studiando storicamente quello che successe a Salem, alla fine del ‘600, ci siamo accorti che a differenza della caccia alle streghe inglese, dove ad essere accusate erano le fasce più povere della popolazione, qui successe l’esatto contrario, in quanto le frizioni sociali riguardarono gli abitanti di due regioni non solo distanti, ma anche abbastanza diverse tra loro. Gli accusatori in una zona lontana dal mare, mentre gli accusati, e coloro che presero le loro difese, abitavano sulla costa, ed erano sicuramente più agiati e progressisti rispetto agli abitanti dell’interno. Immaginiamo il nostro spettacolo come un litigio e una lotta di paese, una lotta tra due comunità ostili, che alla fine non accontenterà nessuno. Con la caccia alle streghe vennero “sistemati molti conti privati” ed “esplosero i sospetti e l’invidia dell’infelice nei confronti di colui che erra felice”. In conclusione, ciò che avvenne a Salem fu una sorta di “resa dei conti” tra due comunità di eguale origine, ma molto diverse negli stili di vita. Abbiamo provato a sentire il dolore delle prevaricazioni di una parte sociale e politica che, sulla base di “prove non certe”, privò molti cittadini dei più elementari diritti civili e agì contro di essi con estremo rigore e brutalità, non lasciando così spazio a nessuna forma di “dissenso” sociale. Per noi il significato più profondo e anche “attuale” del “Crogiuolo” è l’aperto dissenso verso “tutti” quei poteri che, in modo intransigente, non lasciano spazio ad altre interpretazioni del mondo e della vita.

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