Confluenze

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    Pisa -

    La mostra di Santarlasci alla Spina

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    Foto Nicola Gronchi

    Dal 21 aprile al 20 maggio, la Chiesa di Santa Maria della Spina ospita la mostra di Andrea Santarlasci Confluenze, curata da Ludovico Pratesi, costituita da due installazioni inedite: “Dove ciò che scompare si manifesta” 2018 e “Senza titolo (declivio)” 2018. La mostra inaugura sabato 21 aprile alle 18 e l’ingresso, per tutta la sua durata, sarà gratuito.

    Promossa dal Comune di Pisa in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Associazione SpazioTempo di Michela Rizzo, con il supporto della Galleria Collicaligreggi e di Atlante Servizi Culturali, l’esposizione è la quarta di una serie di interventi site specific di artisti nazionali e internazionali realizzati all’interno della chiesa.

    La mostra è composta da due installazioni; nell’installazione intitolata “Dove ciò che scompare si manifesta” 2018, l’artista evoca l’antica confluenza del fiume Auser, attraverso una scritta al neon che riporta un frammento del filosofo greco Eraclito– Negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo – dove alcune lettere depotenziate fanno comparire il nome Auser. «E proprio nel punto dove si può scorgere un vuoto, ciò che è scomparso può far intravedere la sua presenza. La vibrazione delle lettere è l’oscillazione dell’essere, del siamo e non siamo, colto nello stesso istante. Noi siamo e non siamo contemporaneamente» aggiunge Santarlasci.

    La seconda opera, “Senza titolo (declivio)” 2018 è un tronco lungo nove metri, recuperato sulle spiagge alla foce dell’Arno, appoggiato a terra in una posizione obliqua e in bilico su alcune scale, quasi a rievocare una deposizione, una caduta, una perdita o la morte stessa. «All’interno di una metafora della natura, che si presenta nella sua realtà materica, credo che il mio intervento possa aprirsi, attraverso una trasposizione, anche a tutto il pathos umano… La morte potrebbe essere quell’enigma, quel mistero che inevitabilmente ci rinvia alla vita, ma la vita con i suoi segni ineffabili ma profondi, con la sua caducità, non cessa di rinviarci a quell’enigma, a quel mistero che chiamiamo morte, che ci accompagna sotterraneamente in tutta la nostra esistenza» conclude l’artista.

    Orari della Chiesa della Spina – Lunedì 10-13. Martedì, mercoledì e giovedì 15-19. Venerdì, sabato e domenica 10-13 e 15-19. Informazioni cultura@comune.pisa.it

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