Finale di partita

    Finale di partita

    Cascina -

    Lo spettacolo sull'assurdità dell'essere

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    Con l’anno nuovo riprende la Stagione di Prosa della Città del Teatro di Cascina, contrassegnata dal ritorno in scena del Grande Attore. Mercoledì 17 gennaio alle ore 21 sarà la volta di Finale di partita di Samuel Beckett,  capolavoro assoluto del Novecento presentato dalla Compagnia Mauri Sturno. In scena il grande Glauco Mauri insieme a Roberto Sturno, che tornano a Beckett diretti da Andrea Baracco.

    In una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili, dove la luce penetra grigiastra, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i protagonisti: Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg e Nell, senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov, che non può sedersi mai.  Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa.

    “Finale di partita”, scritto nel 1956, fu rappresentato in francese, in prima mondiale, al Royal Court di Londra nell’aprile del 1957, insieme allatto unico Atto senza parole, e poi, nello stesso mese e con la stessa Compagnia, a Parigi allo Studio des Champs-Élisées. In Italia fu messo in scena per la prima volta l’anno successivo da Andrea Camilleri. Come in molti suoi lavori Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969, in “Finale di partita” parla della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’essere, dei limiti e delle possibilità della libertà individuale, della solitudine di ciascuno di fronte al mondo: un teatro di personaggi, che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti. Info

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