Insubordinazioni

    Insubordinazioni

    Pisa -

    Performance gestuale e musicale

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    A Navigarte 2017 con “Insubordinazioni” la performance passa dal teatro alla strada. La resistenza individuale e collettiva come scelta di insubordinazione negli spettacoli della rassegna promossa da Movimentoinactor/Con.Cor.D.A. “Insubordinazioni“ è la performance gestuale/musicale dell’Ensemble Collettivo Rituale diretta dal musicista e compositore pisano Riccardo Vaglini, già da molti anni docente di composizione presso il prestigioso Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Un’ Ensemble misto, composto da interpreti pisani e veneti : Nicoletta Bencini, Paolo Notargiacomo, Sara Tozzato, lo stesso Riccardo Vaglini. Uno spettacolo site-specific, a ingresso libero, in programma domenica 19 novembre alle 11 in un luogo non convenzionale, e cioè all’interno del Supermercato UniCoopFi di Porta a Mare. E’ l’ultima novità in ordine di tempo di NavigArte 2017 “NavigArte. NavigAzioni fra danza, musica, arti visive alla Porta del Mar”- il festival nato nel 2011 da un’idea di Movimentoinactor/Con.Cor.D.A., con la direzione artistica di Flavia Bucciero e sostenuto dalla Regione Toscana/R.A.T. (Residenze Artistiche della Toscana), dalla Fondazione Pisa e dal Comune di Pisa in programma fino al 27 novembre.

    Con questo evento NavigArte, passa dal teatro alla strada con uno spettacolo in tre atti che trasforma il luogo che lo ospita in un laboratorio dove gli spettatori sono alle prese con fulminei atti quotidiani di insubordinazione metropolitana tra rotatorie stradali, parcheggi e supermercati appunto. Con riferimenti ad opere di Giuseppe Chiari, Lee Heflin, Milan Knizak, Nam June Paik, Mieko Shiomi, Sara Tozzato, Riccardo Vaglini, Yoko Ono, ci troviamo di fronte ad un proposta di arte anti-ideologica, anti-aulica, anti-celebrativa e in costante divenire, che trasforma gli spazi geometrici chiusi e delimitati in spazi virtualmente sconfinati, creando in chi ascolta attraverso suoni rubati dal centro alla periferia allo stesso tessuto urbano in cui si producono, uno spaesamento percettivo. Questo appuntamento si lega idealmente a “Il Canto di Orfeo Armonico” della Compagnia Borderline, ultimo appassionato lavoro di Claudio Malangone, interpretato dai danzatori Luigi Aruta e Antonio Formisano, andato in scena venerdì scorso a Teatri di Danza e delle Arti. Una rilettura intensa e vibrante del mito di Orfeo – un Orfeo contemporaneo – che si presenta come uno studio sulla resistenza, sul dolore e sulla mancanza. Nell’atmosfera impalpabile dell’attesa e della dolorosa e masochistica reminiscenza del passato i due protagonisti, infatti, restano dove sono: nello stesso posto, incatenati dalla separazione, dalla distanza, dal perdersi o dal non ritrovarsi.

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