La fanciulla del west

    La fanciulla del west

    Pisa -

    L'opera pucciniana al Verdi

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    Galoppa – è proprio il caso di dirlo – verso il tutto esaurito La fanciulla del west di Giacomo Puccini, in scena al Verdi sabato 3 febbraio ore 20.30 e domenica 4 febbraio ore 15.30. C’è grande attesa per questo capolavoro pucciniano, assai raramente rappresentato. Anche a Pisa, infatti, l’ultima volta che è andato in scena risale al 2001, e prima di allora fu rappresentato solo nel 1978 (con un personale successo di Nicola Martinucci, nel ruolo di Johnson), nel 1962, nel 1935 (diretta da Antonio Votto, fu all’epoca il maggiore evento artistico organizzato in città nel quadro dei festeggiamenti per l’appena ripristinato Gioco del Ponte), nel 1930 e nel 1915, cinque anni dopo il debutto americano (New York, 1910).

    Reputata come l’opera della svolta di Giacomo Puccini, La Fanciulla del West ha goduto e gode di un grande amore fra musicologi e direttori d’orchestra, meno forse fra il pubblico dei melomani, proprio per la sua modernità. Quest’opera infatti nasce dall’esigenza che, a ‘900 appena iniziato, Puccini sente, di «rinnovarsi o morire», una esigenza che dispiega magistralmente proprio nella sua Fanciulla. Se infatti qui il genio lucchese ci regala una vicenda di presa immediata sul piano del plot e dei personaggi, dal taglio diremmo ‘cinematografico’ (e molto cinematografo, non a caso, è proprio l’allestimento in scena ora a Pisa), facendo anche ampio uso di materiali attinti dal folklore americano, sul piano dell’inventiva musicale abbiamo una delle sue partiture più raffinate, modernissima, con impiego di scale esatonali, forti dissonanze, passaggi cromatici. Un’opera dove, per la varietà di ritmi e della ricerca timbrica, come ebbe a dire Gianandrea Gavazzeni, «protagonista è l’orchestra». 

    Pochissimi i biglietti rimasti disponibili; per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it. Info

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