La figura femminile nell’arte

    La figura femminile nell’arte

    Pisa -

    Aspettando l'8 marzo

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    Si apre al pubblico sabato 10 febbraio alle ore 17  presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa  (sul Lungarno Mediceo al numero 26) la mostra “La figura femminile nell’arte, aspettando l’otto marzo” che, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole dare un breve ma significativo percorso della figura femminile così come gli artisti nel tempo l’hanno raffigurata.

    La donna da secoli è infatti elemento fondante dell’arte. A partire dalle rappresentazioni e sculture della preistoria la donna è stata rappresentata nelle sue molteplici sfaccettature: donna come madre, donna come santa, donna come diavolo, donna come amante ecc. Una figura femminile dunque che nelle nelle arti figurative, ha ricoperto di volta in volta una veste simbolica diversa nel corso dei secoli, di pari passo con l’evoluzione delle tecniche artistiche e degli stili, con il variare del gusto estetico e, elemento non meno importante, con il diverso modo di concepire il ruolo della donna nella società. Fin dagli albori della civiltà la figura femminile, quindi, è stata protagonista della storia umana: gli archeologi hanno rinvenuto numerose sculture di divinità femminili, attribuite all’organizzazione delle tribù di stampo patriarcale, dell’era paleolitica. Presso molte antiche civiltà la donna era il perno della società, era depositaria del principio della vita, della fecondità e, come tale veniva rappresentata. Per il pittore, però, la donna è anzitutto forma. E’ il simbolo della figurazione di tutti i tempi, è l’archetipo della dimensione umana, della sua trasparente profondità, del suo glorioso intelletto, della sua perfezione assoluta, sopra ogni altra forma vivente. E’ alla forma della donna che l’artista consegna il giudizio estetico dell’arte. Un artista, inoltre, spesso cerca il suo ideale femminile nel corpo di una donna e lo confronta con le proprie lacune interiori, così da poter definire, attraverso una personale interpretazione, quella metà di sé che vuole trovare nell’oggetto del suo desiderio.

    In esposizione le opere di: Annigoni Pietro, Arcadi Cristiano, Badaloni Ariberto, Ballantini Stefano, Bandini Sirio, Barberi Antonio, Piero Bernardini, Benvenuti Riccardo, Bonanni Tiziano, Borgonzoni Aldo, Borin Luciano, Bueno Antonio, Bussotti Renzo, Paolo Buzi, Cantatore Giuseppe, Maurizia Cardoni, Amalia Ciardi Duprè , Costanzo Maria Cristina, Fancelli Vincenzo, Galardini Renzo, Gentilini Francoi, Liberatore Fausto, Mara Lombardi, Magoni Bruno, Martini Uliano, Messina Franco, Olga Minardo, Pierluigi Pistelli, Lisandro Ramacciotti, Fabio Rossi, Oria Strobino, Giovanni Venuti, Volpi Alessandro, Tono Zancanaro.

    Altre informazioni disponibili al più presto sul sito: www.centroartemoderna.com. Per appuntamenti tel +39 3393961536 (whatsapp, telegram). La mostra proseguirà fino al 28 febbraio a ingresso libero. Orari: 10-12.30 e 16.30-19 (feriali), festivi telefonare, chiuso lunedì.

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