Storie nascoste di personaggi pisani

    Storie nascoste di personaggi pisani

    Pisa -

    Da Fibonacci al Gallaccio di Riglione

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    Che Luciano Malloggi da Riglione, alias Gallaccio, ostentasse i tricipiti in Corso Italia bighellonando con due borse zeppe di mattoni, è un falso storico. Contenevano enciclopedie della Rizzoli (il perché sarà svelato). Un vero bighellone è stato invece Leonardo Fibonacci: “Leonardus Bigollus” lo chiamavano in città. Sapevate poi che Domenico Petrosino, in arte Dome la Muerte, nel 1984 ospitò in casa sua Nico (sì Nico di “The Velvet Underground & Nico”)? Sembra che impazzisse per l’Amaretto di Saronno.

    In quattro anni di avventure giornalistiche Seconda Cronaca ha raccolto le storie nascoste di tanti pisani. Non solo “personaggi”: pure ignoti cittadini con vicende bizzarre, spesso incredibili. Tipo John Oshadogan, portiere di notte all’Hotel Minerva che, sostiene, ebbe un nonno re, una parte nel Satyricon di Fellini e l’idea per una formula matematica che «fa guadagnare un sacco di soldi». O Andrea Ferrara, ordinario di Cosmologia alla Normale che da bambino scriveva lettere a Margherita Hack.

    Domenica 11 febbraio dalle 21.30, al Cinema Lumière, si viaggerà con immagini e racconti tra le storie di questi (a volte) inconsapevoli protagonisti di Pisa. Si entrerà a San Giusto e nella bottega di Lorenzo Mancini, il barbiere che alleva pesci anti-psoriasi. E si volerà a Lourdes da Rita Mantovanelli, la suora pisana nata maschio che sfama i poveri per strada. Ingresso a offerta libera. Con 5 euro si ha in omaggio una copia di Seconda Cronaca a scelta.

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