Aeroporto di Pisa

    Aeroporto di Pisa

    Pisa -

    Quale sviluppo nei prossimi anni?

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    Nel 2025 previsti in Toscana 10-12 milioni di passeggeri. «L'integrazione tra Pisa e Firenze renderebbe la Toscana il terzo polo aeroportuale italiano» così pensa il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli intervenuto venerdì 15 aprile al convegno svoltosi al Galilei sul ruolo dell'aeroporto di Pisa nel piano nazionale degli aeroporti

    Il sindaco Filippeschi si rivolge al Governo: «Bisogna adeguare la torre di controllo per permettere la crescita del Galilei» e a Firenze: «Le istituzioni fiorentine seguano lo stesso metodo di Pisa e prendano una posizione chiara su caratteristiche e i limiti del sistema aeroportuale regionale»

    Per il governatore Rossi: «Per la Toscana è il momento del coraggio. La seconda pista a Peretola? Costruirla è compito dei privati»

    L'ANSA con le dichiarazioni di Matteoli

    (ANSA) – PISA, 15 APR – 'Invito pisani e fiorentini a mettersi intorno a un tavolo a ragionare sullo sviluppo futuro dei due aeroporti con un unica testa, ovvero da toscani'. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, intervenendo al convegno 'Il ruolo dell'aeroporto di Pisa nel piano nazionale degli aeroporti' che si e' svolto oggi a Pisa.'Bisogna che i toscani – ha aggiunto Matteoli – a tutti i livelli abbandonino i campanilismi. E' un problema di mentalita', ma se cambia la mentalita' cambia anche il modo di cercare le soluzioni. Per questo sposo completamente la tesi del presidente della Regione, Enrico Rossi, e anche io sono convinto che l'integrazione tra Pisa e Firenze sarebbe molto positiva e  renderebbe la Toscana il terzo polo aeroportuale italiano'. Poi il ministro ha sottolineato che non spetta alla politica dire 'come le due societa' decideranno di avviare un'eventuale processo di integrazione, ma e' necessario guardare al bene della Toscana senza essere prigionieri del localismo'.

    Prima di lui era intervenuto il governatore toscano ribadendo la sua linea e scandendo 'che se si arrivasse a un sistema integrato la guida spetterebbe a Pisa, perche' e' qui che c'e' il know how per farlo'. Rossi si e' anche augurato che Pisa 'colga questa occasione e contribuisca a sviluppare questo processo del quale beneficerebbe tutte la Regione'.Rossi ha detto che 'la Toscana deve darsi una mossa e scrollarsi di dosso lentezze e incertezze'', e, per rispondere 'ai rilievi di questi giorni' ha citato dichiarazioni fatte oltre 20 anni fa dall'allora presidente della Toscana Gianfranco Bartolini, che auspicava l'integrazione tra Pisa e Firenze: 'Diceva Bartolini – ha ricordato Rossi – che 'fra pisani e fiorentini manca la volonta' di ragionare. La storia e il campanile dividono le due citta'. Ma non e' detto che non si possa modificare questo atteggiamento''. 'Da allora – ha proseguito Rossi – il mondo e' cambiato: e'
    caduto il muro di Berlino e le due Germanie sono unite; un afroamericano, Obama, e' stato eletto presidente degli Stati Uniti; la Cina da paese arretrato e isolato e' diventata una grande potenza non solo politica, ma anche economica, capace di insidiare il ruolo egemone degli Usa e nello stesso Nord Africa sono in corso cambiamenti profondi. Noi invece continuiamo a discutere degli stessi problemi, nello stesso modo e con gli stessi atteggiamenti. E' compito nostro dimostrare che e' possibile un'altra Toscana: piu' dinamica, piu' veloce, piu' aperta al futuro. In una parola piu' coraggiosa'. (ANSA). 

    La dichiarazione integrale del sindaco Filippeschi

    «Le istituzioni fiorentine prendano una posizione istituzionale, almeno al livello di quella del comitato del patto fra i soci pubblici che governa la Sat, di cui fanno parte. Si prenda ad esempio quella approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio comunale di Pisa, che fissa in modo limpido le garanzie per i piani di sviluppo del Galilei, ad oggi gli unici possibili per la nostra regione e che valgono investimenti per 160 milioni di euro entro il 2015, e le condizioni per una pianificazione integrata. Chiedo che si segua lo stesso metodo».

    Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi che oggi è intervenuto al dibattito sul sistema aeroportuale toscano organizzato da Sat SpA, società gestore dell'aeroporto Galilei, alla presenza del ministro dei Trasporti Altero Matteoli e del presidente della giunta regionale della Toscana Enrico Rossi.

    «All'atto dell'approvazione del PIT, il Consiglio regionale deve approvare un altro documento che possa recepire i Piani di sviluppo aeroportuali – ha aggiunto Filippeschi – perché Sat ha approvato il suo terzo Piano di sviluppo, validato dall'Enac, mentre quello di Adf è ancora atteso. Questo sarà un atto inequivoco, di garanzia dello sviluppo programmato e di caratterizzazione e limitazione delle funzioni e delle dimensioni degli scali, che lo stesso PIT propone per l'ammodernamento di Peretola».

    «La Regione è pronta ad assecondare i nostri piani di sviluppo, come ha dimostrato per il people mover. Al Governo chiediamo l'adeguamento delle infrastrutture e in particolare della torre di controllo al volo – ha precisato Filippeschi – che sono di competenza della Difesa e comportano un notevole investimento, perché non si creino strozzaure che pregiudichino i piani di crescita del Galilei. Dal ministro Matteoli, in particolare, ci aspettiamo il rispetto dell'impegno a contribuire alla delocalizzazione delle abitazioni di via Cariola rimaste intercluse nello spazio aeroportuale».

    Il comunicato della Regione Toscana con le dichiarazioni di Rossi

    Rossi al convegno di Pisa sugli aeroporti: “Dopo vent’anni per la Toscana è il momento del coraggio”

    PISA – “La Toscana deve darsi una mossa e scrollarsi di dosso lentezze e incertezze”. Sono parole pronunciate dal presidente della Regione, Enrico Rossi, intervenuto a Pisa al convegno “Il ruolo dell’aeroporto Galilei nel piano nazionale degli aeroporti”.

    “Ai rilievi di questi giorni – ha detto Rossi – rispondo con le stesse parole di una grande presidente della Regione Toscana, Gianfranco Bartolini: ‘Il Galilei si deve offrire sul mercato internazionale sviluppando i traffici intercontinentali di merci e passeggeri. Pisa non deve temere Peretola’ (Il Tirreno, 1987). E poi ancora: ‘L’area fiorentina ha la necessità di un aeroporto fortemente integrato con quello di Pisa, che la colleghi con i grandi scali intercontinentali italiani ed europei. Abbiamo una realtà all’interno della quale sono possibili due aeroporti integrati e con un rapporto vero tra di loro’.(La Nazione, 1988).  E infine dice Bartolini: ‘Credo che con una dose maggiore di buona volontà Pisa e Firenze potrebbero collaborare. Magari facendo gestire i due aeroporti da una società unica, integrando i voli e creando condizioni unificanti. Fra pisani e fiorentini manca la volontà di ragionare. La storia e il campanile dividono le due città. Ma non è detto che non si possa modificare questo atteggiamento’. (La Città, 1988)”.

    Rossi ha poi aggiunto: “Di tutto questo si parlava nel 1988. Da allora il mondo è cambiato. E’ caduto il muro di Berlino e le due Germanie sono unite. Un afroamericano, Obama, è stato eletto presidente degli Stati Uniti. La Cina da paese arretrato e isolato è diventata una grande potenza non solo politica, ma anche economica, capace di insidiare il ruolo egemone degli Usa e nello stesso Nord Africa sono in corso cambiamenti profondi. Mentre nel mondo è accaduto tutto questo – ha rilevato il presidente – noi continuiamo a discutere degli stessi problemi, nello stesso modo e con gli stessi atteggiamenti. E’ compito nostro dimostrare che è possibile un’altra Toscana, più dinamica, più veloce, più aperta al futuro. In una parola più coraggiosa. Solo così – ha concluso Rossi – si potrà giocare fino in fondo la partita dello sviluppo di una regione competitiva e moderna. Mi impegnerò perché tutto questo avvenga. E sono convinto che siamo in tanti a volerlo”.

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