Bello come un rospo

    Bello come un rospo

    Pisa -

    Un insetticida naturale che va protetto: durante le migrazioni i volontari li aiutano ad attraversare la strada

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    La proposta di questo incontro virtuale è stimolare una riflessione e proporre di sradicare dalla nostra memoria il vizio tutto umano, di appioppare a nostro uso e consumo leggende e falsità sull’esistenza e il comportamento di alcuni animali che in qualche modo c’infastidiscono, ci fanno paura o si avvicinano troppo al nostro mondo frenetico e impettito. Alcuni di noi materializzano questo atteggiamento in particolar modo, nei confronti di soggetti non umani che esteriormente si presentano non proprio conformi alle nostre consuetudini e alle nostre abituali preferenze estetiche.

    Esempio classico di questo modo di pensare e agire  viene messo in pratica  nei confronti della migrazione annuale del BufoBufo o Rospo comune. Legato all’immaginario collettivo di bruttezza, complici una serie di pregiudizi fiabe miti e leggende  è spesso preso di mira a causa del suo aspetto viscido e goffo. In verità è un animaletto pacifico e innocuo che ama godersi la solitudine. Per evitare i suoi predatori trascorre la maggior parte del tempo interrato nelle campagne e nelle aree boschive, prevalentemente notturno, e di giorno tende a nascondersi in buche o anfratti, sotto le pietre o comunque in luoghi riparati dalla luce. Predilige ambienti sufficientemente asciutti, sebbene necessiti di pozze d’acqua per la riproduzione.

    Il BufoBufo, nonostante tutto è riuscito a sopravvivere con rari esemplari, anche molto vicino a noi, negli orti, nei giardini, nei fitti cespugli in prossimità di acque stagnanti anche vicino ai fossi e ai piccoli torrenti. Tutti gli anni con le prime piogge dei mesi di Gennaio e Febbraio i Rospi si mettono in cammino verso i siti di origine e raggiungono i loro simili per l’accoppiamento. Il rospo, verrucoso, grottesco e lento nei movimenti in migrazione rischia effettivamente di attraversare l’asfalto e diviene così la  vittima ideale della nostra indifferenza e della nostra distrazione. Durante il tragitto dal suo rifugio alla pozza d’acqua, avvengono veri e propri “rospicidi” di massa.

    Per la conservazione dell’antichissimo ed evoluto patrimonio genetico del Bufo Bufo, molte persone in tutta Italia si sono organizzate a turni e con orari crepuscolari presidiano in gruppetti le strade di campagna gentilmente segnalate in precedenza da alcuni abitanti sensibili, sulle quali transitano sia i Rospi in migrazione sia i viaggiatori  che a causa del traffico ridotto, tendono a premere sull’acceleratore e guardare poco l’asfalto. Volontari di ogni età e ceto sociale muniti di pettorina catarifrangente raccolgono  con le mani uno ad uno gli esemplari ancora vivi e con i secchi li portano oltre la carreggiata dove in precedenza è stato individuata una piccola pozza d’ acqua stagnante, già raggiunta dai Rospi più impazienti.

    Sbarramenti Rospiesempio di sbarramenti posticci per evitare l’uccisione dei rospi

    In tutta Europa e in Italia, esistono gruppi spontanei di appassionati e di studiosi che negli anni  con la complicità di amministrazioni locali più attente, che hanno rilasciato appositi permessi,  si sono organizzati per salvare la vita a questi meravigliosi animali  e dove possibile hanno costruito vere e proprie barriere di nailon lungo strade statali, provinciali, comunali, stradelli di vicinato, con paletti posticci e sassi per essere poi rimosse a fine migrazione. Il BufoBufo è completamente innocuo e protetto  dalla  *Convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore.

    Possiamo considerarlo indicatore di un ecosistema equilibrato in quanto sopravvive solo in un territorio privo di sostanze chimiche e in acque interne non inquinate;  è  l’anfibio più grande d’Europa e raggiunge addirittura i 20 cm di lunghezza (zampe escluse). La sua colorazione varia dal  marrone al rossiccio, mentre il ventre tende ad essere biancastro. Le pupille del rospo comune sono orizzontali e l’occhio è di color oro scuro o rame. La sua maggior difesa dai predatori è lo straordinario mimetismo.

    I rospi, si accoppiano in modo singolare: l’apparato riproduttore femminile si trova sotto le ascelle alle quali il maschio, decisamente più piccolo della femmina, si aggrappa per l’accoppiamento. Durante la migrazione sono tante le femmine che troviamo mentre affaticate si trascinano sull’asfalto con il maschio sulla schiena. Una stessa femmina può essere fecondata da più maschi contemporaneamente e talvolta succede che a causa delle attenzioni di troppi maschi addossati a lei, rimanga soffocata.

    Gli anfibi e in particolare il rospo è un ecologico insetticida naturale. Famelico divoratore d’insetti la sua presenza è determinante in stagni, fossati, orti e giardini. Allo stadio di girino in fase di evoluzione, è insaziabile e ingordo mangiatore di larve di ogni specie; da rospo adulto estimatore di zanzare e insetti dannosi per umani e non umani.

    Nonostante sia un animale protetto la popolazione degli anfibi e del BufoBufo è in continuo calo. Tre cause sono totalmente riconducibili alla sconsiderata azione umana: le sostanze chimiche inquinanti presenti su terreni agricoli e nelle acque interne, luoghi prediletti dagli anfibi, gli espongono a un numero maggiore di malattie e parassiti; polveri sottili, gas nocivi e piogge acide, a contatto con la pelle dell’animale, ne alternano il naturale equilibrio e deteriorano il sottile strato di muco protettivo emesso attraverso le verruche; la bonifica di ambienti umidi per la costruzione di abitazioni, parcheggi, capannoni, strade riduce notevolmente l’estensione dell’habitat naturale degli anfibi e costringe l’animale a vivere in un ambiente ostile e poco salubre.

    Un esempio di distruzione degli ambienti naturali dei rospo, lo troviamo all’Ospedale di Cisanello qui a Pisa, nel quale prima della bonifica, vivevano gli ancor più rari, rospi smeraldini ad oggi zona quasi totalmente cementificata per l’utilizzo e lo sfruttamento umano. Sarebbe importante al contrario prendere in considerazione di salvare il patrimonio genetico di questo meraviglioso anello della catena alimentare per il ruolo di  validissimo alleato dell’agricoltura a preservare l’equilibrio degli habitat umidi delle nostre regioni costiere e collinari.

    Una causa invece del tutto naturale che causa l’indebolimento dei BufoBufo, è imputabile alla presenza di un fungo parassita degli anfibi, il Batrachochytrium dendrobatidis, presente nelle acque stagnanti frequentate da questi animali. Il parassita colpisce le zone cheratinose dell’animale e nello specifico il suo apparato tegumentario, facendone veicolo di contagio per altri anfibi e in casi purtroppo non rari, portandolo alla morte. E’ importante sottolineare che la migrazione non dura un anno, si concentra in 15-20 giorni nei quali è necessario un intenso e costante monitoraggio delle strade che i rospi attraversano, ne consegue che l’impegno è limitato nel tempo e nell’orario che varia dalle 18 alle 23.  A  Calci e Asciano come a Ripafratta, a Lucca, a Pistoia, a Firenze ci sono persone che hanno vigilano singolarmente sull’esistenza dei rospi durante la migrazione e oggi fortunatamente da qualche anno sono state affiancate anche da volontari del WWF e cittadini disposti  a coprire qualche turno. Facciamo appello a chi fosse disponibile anche per una sola volta e lo informiamo che  può inviare un messaggio alla pagina Facebook del WWF di Pisa, Salvataggio Anfibi Monti Pisani oppure contattare direttamente per Calci Franco Di Ciolo al 3473328226, e per salvare i rospi ad Asciano Silvia Bestini 3803580332.

    Paola Paolicchi, presidente associazione “Incontri del Buon Essere”

    *Tutorial Wikipedia: la convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, anche nota come Convenzione di Berna fu elaborata nel 1979 e divenne esecutiva dal 1º giugno 1982. È stata recepita in Italia con la legge n. 503 del 5 agosto 1981. È stata ratificata da tutti gli Stati membri dall’Unione europea assieme a Ucraina, Moldavia, Macedonia, Montenegro, Albania, Monaco, Burkina Faso, Marocco, Libia, Tunisia e Senegal. Algeria, Russia, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Capo Verde, la Santa Sede e la Repubblica di San Marino non hanno sottoscritto l’accordo ma hanno lo stato di osservatori alle riunioni del comitato. La Danimarca ovviamente risulta firmataria della convenzione ma con l’eccezione esplicita dei suoi territori autonomi della Groenlandia e delle isole Fær Øer.

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