La Chiofalo risponde

    La Chiofalo risponde

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    Secondo i dati anche mondiali, la violenza sulle donne e’ un fenomeno sommerso, trasversale per cultura e appartenenza sociale, perpetrato quotidianamente, anche mentre le periodiche ondate mediatiche vengono inghiottite da una calma piatta. Dopo aver votato un ordine del giorno, il Consiglio Cittadino per le Pari Opportunita’ del Comune di Pisa aveva denunciato dalle pagine di questo giornale come la violenza sia la prima causa di morte per le donne e come almeno una donna su cinque subisca abusi fisici o sessuali nella vita, in larga parte da familiari o conoscenti. Avevamo anche denunciato come la violenza diventa, se possibile, ancora piu’ crudele in culture altre dalla nostra, dove donne e bambine vengono sottoposte a norme che ne violano l’integrita’ fisica. La violenza e’ il solo modo con il quale una certa cultura “maschile” cerca di affermare il proprio potere di controllo, tanto piu’ spietata  quanto piu’ intuisce e teme quel potere creativo delle donne che e’ capacita’ di trasformazione, senso del futuro, predisposizione all’accoglienza di un estraneo da se’. La tragedia di Hina, che ha sconvolto le coscienze, diventa in particolare il simbolo di questa attitudine culturale, quella che conserva invece di aprirsi, separa e non integra, rifiuta invece di conoscere, disprezza e non ama, taglia con l’accetta il giudizio di buono e cattivo. Il padre di Hina ha pensato cosi’, la cultura occidentale e’ il male e quella pakistana e’ il bene. Ha pensato cosi’ anche il direttore di quel quotidiano che, dopo aver pubblicato la foto con solo il viso di Hina, bella con la sua gioia di vivere e la profondita’ del suo sguardo, per commentare poi la notizia dei possibili abusi del padre ha allargato l’inquadratura sulla sua maglietta attillata e corta sopra l’ombelico (forse anche per noi civilissimi occidentali Hina e’ un po’ colpevole?). Potrebbero aver utilizzato la stessa accetta – scambiando “buono” e “cattivo” – anche tutte quelle persone che hanno cercato di usare una tragedia cosi’ grande per visibilita’ personale o per interrompere la monotonia delle ferie agostane. Semplificare puo’ essere utile, ma diventa dannoso quando fa perdere di vista la realta’ e crea alibi per non impegnarsi a progettare soluzioni. Come presidente del Consiglio Cittadino, sottolineo l’impegno costante che nei fatti il Consiglio ha posto fino ad ora su questo tema come risulta dall’approvato programma di mandato e continuera’ a porre anche in collaborazione con l’Assessorato. A novembre partira’ la campagna “Nondasola” contro la violenza sulle donne, finanziata dal Cesvot nell’ambito del tavolo omonimo promosso da Societa’ della Salute e Provincia di intesa con Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, ASL e AOUP, nel quale il Consiglio e’ tutor dell’attivita’ di sensibilizzazione. Un’esperienza all’avanguardia in Italia nei contenuti e nel metodo, dove l’indirizzo delle istituzioni si integra con il lavoro sul campo delle associazioni, a partire da Donne in Movimento di donne immigrate, Casa della Donna, AIED. A ottobre riprendera’ “Diritti delle donne e multiculturalita’”, un viaggio per conoscere le culture altre in un’ottica femminile, toccando alcune fra le culture islamiche. Ci auguriamo che questi atti possano favorire processi di crescita culturale e di integrazione nella nostra comunita’.

                      Marilu’ Chiofalo, Presidente Consiglio Cittadino Pari Opportunita’, Comune di Pisa

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