L’importanza dello iodio nell’alimentazione

    L’importanza dello iodio nell’alimentazione

    Pisa -

    I rappresentanti della comunità scientifica ne parleranno a Pisa

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    Sea salt on cloth and wooden plate in kitchen.

    La World Iodine Association (WIA), organizza a Pisa dal 15 al 17 novembre, la sua prima conferenza internazionale su “Iodio negli alimenti e prevenzione delle malattie dovute alla sua carenza”, grazie al contributo scientifico e alla collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I rappresentanti della comunità scientifica mondiale e delle associazioni di categoria si danno appuntamento per la prima volta per discutere come sia possibile rendere ottimale il contenuto di iodio nella dieta e prevenire in modo sostenibile le malattie dovute alla carenza di questo fondamentale elemento nutritivo. La conferenza internazionale affronta la questione da due prospettive.

    Dal punto di vista scientifico, i ricercatori hanno consolidato le proprie conoscenze sul fenomeno della carenza di iodio e sono adesso in grado di discutere i risultati dei più recenti studi che ne attestano l’incidenza sulla salute pubblica. La carenza di iodio può provocare disturbi che vanno da disfunzioni della tiroide sino al ritardo mentale o al ritardo della crescita nei feti e nei bambini. A Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, coordinatore del PlantLab dell’Istituto di Scienze della Vita e di progetti di ricerca sull’importanza dello iodio per i vegetali e per la nostra alimentazione, è affidata la relazione inaugurale, in programma mercoledì 15 novembre, ore 16.30 presso Domus Comeliana, via Cardinale Maffi, 48, a Pisa. «Questa conferenza – anticipa Pierdomenico Perata – rappresenta un’opportunità unica per aumentare la conoscenza del problema relativo alle carenza di iodio e su come le variazioni nell’assunzione dello iodio possono influenzare la salute nelle persone e negli animali. Inoltre, l’obiettivo di questa prima conferenza internazionale  è essere in grado di prevenire il fenomeno della carenza di iodio nei paesi sviluppati come in quelli in via di sviluppo».

    Dal punto di vista dei cosiddetti “decisori politici”, i rappresentanti di categoria presentano l’efficacia di sistemi per mitigare gli effetti della carenza di iodio. Da quelli più tradizionali, come l’introduzione del sale iodato da cucina  a quelli più innovativi, come ad esempio la biofortificazione agronomica e dei mangimi animali. A questo proposito Attilio Caligiani, direttore generale della World Iodine Association, propone una strategia comune per affrontare i disturbi dovuti alla carenza di iodio. “In Europa – sostiene – ci sono almeno dieci paesi che hanno una carenza di iodio moderata, tra i quali Italia, Francia, Danimarca e Irlanda. L’uso del sale iodato è soltanto una delle tante possibili soluzioni e la biofortificazione dei prodotti alimentari e dei prodotti agricoli rappresenta un nuovo modo per raggiungere in maniera efficace tutta la popolazione”.

     In occasione della conferenza internazionale di Pisa, la World Iodine Association lancia un messaggio, sostenendo come per prevenire la carenza di iodio in Europa sia necessario promuovere un approccio collaborativo tra tutti i rappresentanti della filiera agroalimentare, la comunità medica e i pazienti. «La nostra missione – conclude Attilio Caligiani – è sensibilizzare le istituzioni europee e italiane sui rischi connessi alla carenza di iodio e assicurarci il loro sostegno nell’ immediato futuro e a lungo termine. Una nutrizione equilibrata e attenta al fabbisogno di iodio deve essere parte integrante della futura strategia per la salute pubblica post 2020».

    Il programma dettagliato della prima conferenza internazionale della World Iodine Association (WIA), a Pisa tra mercoledì 15 e venerdì 17 novembre, disponibile su:
    http://conference.worldiodineassociation.com/programme/

    Fonte Scuola Superiore Sant’Anna

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