Migliora la qualità dell’aria a Pisa: i dati Arpat del 2017

    Migliora la qualità dell’aria a Pisa: i dati Arpat del 2017

    Pisa -

    Polveri sottili: 10 sforamenti ai Passi e 15 in via del Borghetto, record

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    Finito il 2017, tempo di bilanci anche per la qualità dell’aria, misurata quotidianamente da Arpat con una serie di centraline di monitoraggio.  A Pisa sono due: una si trova in via del Borghetto ed è detta di traffico perchè i risultati possono essere falsati dalla eccessiva vicinanza alla strada. L’altra è a I Passi (nella foto) ed è detta di fondo perchè fornisce una misura più attendibile, bilancia meglio le tre principali componenti dell’inquinamento atmosferico: fabbriche, caldaie e traffico veicolare.

    Nel 2017 la prima ha misurato 15 giorni di sforamento delle Pm10 (sono i giorni in cui la concentrazione di polveri sottili supera la soglia dei 50 µg/m3), la seconda ha rilevato 10 giorni di sforamento. Per Pisa è il dato migliore da quando si rilevano le polveri sottili: a pari merito con il 2014 per la centralina dei Passi, di sempre per la centralina di via del Borghetto

    Analisi dettagliata Pm10 a Pisa dal 2011 al 2017, sforamenti annui

    2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    Centralina di fondo a I Passi 28 28 22 10 14 14 10
    Centralina di traffico in via del Borghetto 44 35 31 18 34 24 15

    Un record positivo dovuto sia alle favorevoli condizioni meteo, sia a interventi strutturali –  Il mese di dicembre è stato più piovoso e più caldo e questo ha diminuito le polveri sottili perchè la pioggia ne diminuisce la sospensione dell’area (le porta a terra così non le respiriamo) e le caldaie lavorano meno. Le caldaie sono infatti una delle fonti principali, insieme a fabbriche e traffico, delle Pm10 e non a caso i mesi in cui si registrano le concentrazioni più alti di inquinanti sono dicembre e gennaio. Ma accanto a fattori come il meteo che possono cambiare di anno in anno, si nota un miglioramento costante nel tempo, dovuto a fattori strutturali di cambiamento: dai filtri alle fabbriche come la Saint-Gobain, al rinnovamento della caldaie nelle case, all’aumento del trasporto pubblico a all’uso dei parcheggi scambiatori. E poi ancora i grandi parchi fotovoltaici, l’incentivo all’uso della bici con la creazione di nuove rete ciclabili e con l’introduzione del bike sharing. La navetta elettrica Pisa Mover contribuisce a diminuire le emissioni annue di CO2 di 2 milioni di chili.  Inoltre a Pisa la situazione è migliore della media anche per la posizione geografica vicina alla costa, che ne aumenta la ventilazione e quindi la dispersione delle polveri sottili.

    Confronto con le altre realtà toscane. Bene, con eccezioni, la costa e le zone collinari. Male Firenze, Prato e Lucca – La qualità dell’aria migliore in Toscana: Grosseto e la costa (0 sforamenti alla centralina in via Urss e 1 in viale Sonnino), Livorno e la costa Livornese (0 sforamenti sia a Piombino sia a Livorno città in piazzetta Cappiello e via La Pira, 2 in viale Carducci), la zona tra Bibbiena e San Sepolcro (0 sforamenti nella centralina di Chitignano), Siena e Poggibonsi (0), Pomarance (0), Carrara (0) e Marina di Massa (5). Si tratti di zone verdi o di aree sul mare che con i suoi venti aiuta la dispersione degli inquinanti atmosferici. In linea con Pisa: Arezzo città (9 sforamenti zona scuola Acropoli e 18 in piazza Repubblica) e Pistoia città (10 in via Signorelli). Peggio di Pisa si sono comportate Firenze e l’area fiorentina: Boboli (6), via del Ponte alle Mosse (16), Viale Gramsci (22), Scandicci (15), Signa (25), viale Bassi (10). Le situazioni peggiori in Toscana: Bagni di Lucca (21) e Viareggio (21), Santa Croce sull’Arno (26), Figline Valdarno (28), la zona tra Prato e Pistoia (23 sforamenti in via Roma e 25 in via Ferrucci a Prato, 36 sforamenti a Montale), Lucca città (29 in viale San Concordio e 33 in via San Micheletto). Maglia nera a Capannori (provincia di Lucca) con 55 sforamenti

    Aria, Pisa non è a rischio, ecco perchè – Date le caratteristiche della città, individuate a partire dallo studio dell’Arpat su conformazione fisica del territorio e venti, Pisa non è fra i Comuni che in caso di 35 sforamenti giornalieri di Pm10 nelle centraline di fondo urbano sono obbligati a prendere provvedimenti (come le targhe alterne). Lo sono invece in Toscana la zona metropolitana fiorentina, quella pratese e pistoiese, la piana lucchese e la Versilia. A Pisa le polveri sottili arrivano soprattutto da altre zone, perché trasportate dai venti, ma in ogni caso gli agenti atmosferici assicurano una dispersione abbastanza rapida delle Pm10.

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