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    Il pianista iraniano Ramin Bahrami si esibirà a Pisa per “I Concerti della Normale”

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    Pianista emergente, considerato tra i più grandi interpreti di Johann Sebastian Bach, Ramin Bahrami proporrà le sonate di Domenico Scarlatti e alcune pagine da Bach.

    Appuntamento martedì 19 aprile alle 21 al Teatro Verdi

    Il comunicato della Scuola Normale Superiore

    Pianista emergente, considerato tra i più grandi interpreti di Johann Sebastian Bach, Ramin Bahrami proporrà le sonate di Domenico Scarlatti e alcune pagine da Bach.

     

    Pisa, 15 aprile 2011. Il pianista iraniano Ramin Bahrami a I Concerti della Normale. Martedì 19 aprile, dalle ore 21 al Teatro Verdi di Pisa il musicista, considerato internazionalmente tra i più interessanti interpreti bachiani, proporrà al pubblico un repertorio dedicato alla musica del Settecento, con le più importanti composizioni di Johann Sebastian Bach riadattate per il pianoforte e con alcune delle sonate di Domenico Scarlatti, compositore italiano tra i più significativi del diciottesimo secolo.

    La serata si aprirà con un seguito di Sonate di Domenico Scarlatti, consuetudine che ha origini antiche e riporta alle performances dei grandi interpreti del passato. Ramin Bahrami si atterrà a questa tradizione per rendere omaggio ad uno dei maggiori compositori italiani e sottolineare l’importanza che il suo magistero ha esercitato nel corso della storia della musica. Le Sonate di Scarlatti non trovano infatti eguali nella musica del primo Settecento al punto da costituire un vero e proprio punto di riferimento dell’intera storia del genere.

    Accanto a Scarlatti, il programma presenta un seguito di pagine tratte dal catalogo di Johann Sebastian Bach che Ramin Bahrami spesso propone nei suoi recital. A partire dall’Ottocento le opere bachiane spesso sono state proposte al pianoforte, pur non avendo Bach mai composto per questo strumento, sollevando molti quesiti sulla liceità di queste operazioni. Alcuni musicisti hanno così cercato di offrire una lettura rigorosa dei repertori bachiani, fondata sulle edizioni e sugli strumenti originali,  offrendo un’immagine della poetica del compositore che ha avuto un’enorme importanza per ripristinare le esatte coordinate del suo pensiero. Altri, come Ramin Bahrami, pur mantenendo questo rigore e queste consapevolezze filologiche, hanno preferito eseguirli al pianoforte, consapevoli che le sonorità di questo strumento non possono alterare ma ulteriormente arricchire la loro bellezza.

    Interprete della serata quello che ormai è considerato internazionalmente tra gli interpreti più originali della musica di Bach. Quando nel maggio 2009 debutta alla Gewandhaus di Lipsia, invitato da Riccardo Chailly a suonare con la Gewandhausorchester due dei più celebri Concerti di Bach, la critica tedesca scriverà il giorno dopo: «un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale…». (Leipziger Volkszeitung).

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