Pisa è Street Art

    Pisa è Street Art

    Pisa -

    Da Tuttomondo a Welcome to Pisa l'arte urbana in un catalogo-guida

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    28 opere, 6 spazi murari cittadini, 17 artisti internazionali: questi i numeri di un vero e proprio percorso espositivo permanente un viaggio nell’arte contemporanea che arricchisce l’offerta artistica di Pisa per i turisti e, ancor prima, per i suoi cittadini.

    Il percorso che partendo da Tuttomondo di Keith Haring passa dal quartiere di Porta a Mare per arrivare fino alla Darsena e all’aeroporto ha, da oggi, una vera e propria guida, un volume prezioso curato da Roberto Pasqualetti e Gian Guido Maria Grassi dedicato alla street art a Pisa: il volume, edito da Ets – presentato venerdì 6 luglio non a caso in piazzetta Haring sotto il celeberrimo murale dell’artista statunitense – è un tassello esaustivo di quel che fino a oggi è stata, a Pisa, la storia della street art. Il volume propone – tra l’altro – una scheda per ciascuna delle opere presenti in città e una scheda degli artisti. La schedatura poi è collegata, attraverso codici di riferimento, ad una mappa presente in appendice, per la visita guidata alle opere. 

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    Quello dei murales sta diventando anche  a Pisa, a pieno titolo, un vero e proprio patrimonio di arte pubblica, fruibile da tutti: passeggiando per le vie della città si ha la possibilità non solo di ammirare l’opera di artisti come Ozmo, Tellas, Aris, Alberonero – solo per citarne alcuni – ma anche di  conoscere zone della città che – generalmente – non rientrano negli itinerari turistici.

    Il volume #pisastreetart rappresenta davvero il primo tassello di un nuovo percorso artistico per chi viene in visita a Pisa: non a caso i curatori hanno deciso di proporre accanto al testo in italiano la traduzione in inglese. Molto interessante anche il contributo di Diadora Poletti che analizza un punto di vista tanto interessante quanto curioso ovvero la tutela dell’artista e i diritti di proprietà.

    Il volume ripercorre le principali manifestazioni artistiche a Pisa dal 1989 a oggi. 29 anni fa  Keith Haring realizzò sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate il suo ultimo grande murales Tra il 1996 e il 2000 poi si svolse il festival ‘Panico Totale” con personalità come Phase2, ‘l’Elvis Presley della street art. La sensibilità per questo tipo di arte cresceva e si moltiplicavano gli street artist, e si iniziava a diffondere il concetto che questo tipo di interventi aumentavano la qualità dell’ambiente urbano, rendendolo più vivibile e più bello

    Per il ventennale del murales di Haring, nel 2009 fu organizzata ‘TemporaneArTE’, un’iniziativa che coinvolse writers di tutta la Toscana facendoli intervenire nelle aree in fase di trasformazione, ne è un esempio l’opera di D*Face (Dean Stockton) che si trova nel retro dell’ex sala polivalente del complesso di San Michele degli Scalzie e fu restaurata l’opera di Keith Haring, uno dei primi casi di restauro contemporaneo, e riqualificata l’area dove si trova ‘Tuttomondo’, che è diventata piazzetta Haring.

    Da allora si sono susseguiti tanti altri interventi di arte urbana dal Ritratto di PI, realizzato da Gionata Gesi in arte Ozmo nel nuovo centro espositivo SMS, alle varie opere che caratterizzano Porta a Mare grazie al ‘Welcome to Pisa’festival la cui seconda edizione si sta svolgendo in queste settimane e che ha visto avvicendarsi  Moneyless (Teo Pirisi), Alberonero (Luca Boffi),  Gaia (Andrew Pisacane),  Tellas (Fabio Schirru),  Ozmo (Gionata Gesi),  Beast, Imos, 2old, Rusto e Aris. E ancora  Ugo Nespolo, Francesco Barbieri , Lineapiatta e Giorgio BartocciAris ed EtnikSoap The Wizard. E poi gli interventi sulla  pannellature realizzate per abbellire i cantieri realizzati da Tommaso Cantucci, Ilenia Rosati, Massimo Pasca, Porto, Anita Luperini, Giulia Huober, Ilaria Bartolotti, Dario Bonaffino, Lorenzo Brini, Daniele Manno, Sara Elalouf, Francesco Barbieri.

    #pisastreetart è un libro necessario che valorizza il prezioso patrimonio di arte pubblica che arricchisce la nostra città e che merita di essere divulgato e conosciuto.

    Tiziana Paladini

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