Sicurezza idraulica a Marina in caso di pioggia: i prossimi interventi

    Sicurezza idraulica a Marina in caso di pioggia: i prossimi interventi

    Pisa -

    Entro marzo i lavori: fosso più ampio e nuovo scatolare per via Barbolani

    SHARE

    Presentati in un incontro presso il Ctp1 di Marina di Pisa i prossimi interventi per migliorare la sicurezza idraulica a Marina e risolvere il problema dell’allagamento che si verifica in alcune strade, soprattutto nella zona di via Barbolani e via Maiorca, quando si registrano fenomeni intensi di precipitazioni. Presenti all’assemblea il vicesindaco Paolo Ghezzi, l’assessore Andrea Serfogli, il presidente del Ctp Walter Tursi. oltre ai tecnici di Acque Spa, del Consorzio di Bonifica Basso Valdarno e del Comune di Pisa per la rete fognaria.

    «Per risolvere il problema degli allagamenti che si verificano nella zona più bassa di Marina -ha spiegato il vicesindaco Paolo Ghezzi – abbiamo fatto uno studio per capire quanto sia inadeguato il sistema fognario e come sia possibile intervenire, sia con soluzioni nell’immediato, che con soluzioni che richiedono invece tempi più lunghi e investimenti più rilevanti»

    «La prima soluzione che attueremo entro il mese di marzo – ha spiegato l’assessore Andrea Serfogli insieme ai tecnici presenti – prevede un primo intervento realizzato da Acque Spa e Consorzio di Bonifica che consentirà di collegare, tramite un collettore, il bacino scolante di via Barbolani con il fosso che si trova vicino all’area camper e che porta l’acqua al depuratore del Lamone. Il fosso verrà risezionato, scavando e riducendo il muretto adesso presente, in modo da aumentare la capacità di deflusso e verrà sostituita l’attuale tubazione con uno scatolare largo 2 metri, che possa far fronte in maniera più adeguata alle precipitazioni che hanno probabilità di ripetersi anche ogni anno».

    «La seconda soluzione ipotizzata – ha proseguito Ghezzi – è quella di far defluire le acque nel bacino portuale, ma ci sono delle criticità in termini ambientali, trattandosi di acque grigie che andrebbero depurate prima andare nel bacino portuale, e comunque bisogna trovare l’accordo con il gestore del Porto che è privato. Comunque l’intervento non sarebbe risolutivo ma solo migliorativo, avrebbe carattere emergenziale e non sarebbe una soluzione strutturale del problema»

    Queste le soluzioni a breve termine, mentre passando agli interventi più a lungo termine, assessori e tecnici hanno evidenziato la necessità di intervenire in maniera più strutturale sul sistema fognario di questa zona, rifacendo le tubazioni in modo da aumentarne la portata, mantenendo lo schema di rete attuale oppure ipotizzando anche uno schema fognario diverso che sfoci in mare, con un impianto di sollevamento o ancora prevedendo un collettore che devii prima di via dei Barbolani il flusso d’acqua verso il fosso che porta al depuratore. Tutti interventi che hanno un costo in termini di investimento che oscilla tra i 2,6 e i 3 milioni, non possibili nell’immediato.

    SHARE