Un bracciale digitale che può salvare la vita

    Un bracciale digitale che può salvare la vita

    Pisa -

    A Pisa la sperimentazione di MyMedBook, tra social e tecnologia

    SHARE

    MyMedBook funziona come i più diffusi social con la differenza che tutela la privacy dell’utente, permette di caricare il dossier clinico e consente la creazione di gruppi con visibilità diversa. Fast Help è il servizio di teleassistenza su rete mobile disponibile per tutti coloro che si registrano a MyMedBook.

    «Fast Help può essere utilizzato su due diversi dispositivi – spiega Vincenzo Rizzo vicepresidente di Medbook, l'azienda che gestisce la piattaforma MyMedbook –: il primo, molto semplice da usare è  "SOS Tag", un dispositivo dotato di geolocalizzazione, connesso alla rete mobile e dotato di un pulsantino che, premuto nei casi di emergenza, chiamerà in sequenza 5 persone di fiducia scelte dall'utente che così riceveranno la richiesta di soccorso. Anche il secondo dispositivo è semplice da usare: Mymedtag è un sensore NFC che, se attivato in una situazione di emergenza, rende accessibili le informazioni riguardo sia lo stato di salute della persona che si trova in difficoltà, sia le azioni da compiere per soccorrerla. Mymedtag si può facilmente inserire in un bracciale grazie ad un sensore ed è collegato con App e Gps all' operatore che sa dove è avvenuta la richesta di soccorso, ma anche il quadro clinico della persona; il sensore avvicinato allo smartphone aprirà l’app che visualizzerà le azioni specifiche da compiere durante un’operazione di soccorso».

    MyMedBook, in pratica, mostra sullo smartphone le azioni specifiche da compiere in caso di necessità. Per attivarlo è sufficiente avvicinare lo smartphone al sensore che restituisce la schermata salvavita. Se i soccorritori non possiedono sul proprio smartphone l’app MyMedBook, ma hanno un lettore NFC attivo, come tutti gli smartphone esistenti in commercio, saranno comunque reindirizzati sul web per visualizzare le informazioni necessarie. La lettura di queste informazioni lancia un allarme che impone una mobilitazione degli operatori sanitari a supporto di chi ne ha fatto richiesta, ovunque egli si trovi. 

    «La sperimentazione è doverosa per convincere noi e altri istituti ad utlizzare la piattaforma e i dispostivi che si connettono ad essa – dice Paolo Stefani medico di famiglia di Vecchiano che si occupa della fase sperimentale di MyMedBook -; ci siamo avvalsi della proposta della Regione Toscana, ovvero iniziare la sperimentazione con persone che hanno dimestichezza con le nuove tecnologie; quindi ci siamo concentrati su pazienti che hanno tra i 35 ed i 70 anni e che hanno malattie croniche come il diabete perché, per vedere i risultati, vanno seguiti pazienti per un lungo periodo di tempo. Insieme alla Pubblica Assistenza di Migliarino faremo inserire i dati ai pazienti, li corregeremo laddove ce ne sia bisogno e, se la sperimentazione dovesse dare i risultati sperati, cercheremo di integrarli al Sistema  Sanitario Regionale».

    «Noi crediamo in questo progetto creato in sintonia con i medici di famiglia – commenta così Daniele Vannozzi presidente della Pubblica Assistenza di Pisa -; grazie a MyMedBook possiamo supportare i servizi che ci agevolerebbero il nostro lavoro; la tecnologia avanza, in questo caso a basso costo, e noi abbiamo il dovere di sfruttarla per migliorare i rapporti con gli utenti. Faccio un esempio: i pazienti cronici valgono il 30% degli accessi al Pronto Soccorso, ovviamente con strumenti come questi saremmo in grado di ridurre drasticamente gli accessi». Uno degli obiettivi di MyMedBook è creare una rete di sicurezza sociale intorno ai soggetti più deboli e costruire un collegamento tra i soggetti fragili e il resto della comunità che può esprimere il suo pieno potenziale solo se tutti sono disposti ad approcciare al tema della sanità come comunità partecipativa.

    «Gli elementi innovativi aiutano il sistema sanitario e Fast Help è uno strumento tecnologico, attualmente in fase di sperimenzione, che sarà di grande aiuto per la salute degli utenti e avrà un prezzo accessibile a tutti – dice Sandra Capuzzi Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa e Presidentessa della Società della Salute -; valuteremo su come mantenere i costi bassi perché questo progetto vale per tutti anche per chi si trova in difficoltà economiche. Tutto dipende dalle sinergie che si mettono in campo: se noi, Comune di Pisa, SDS, MedBook e Pubblica Assistenza, collaboriamo bene allora per l'utente finale questo mezzo tecnologico sarà gratuito».

    Alessandro Leggio

    SHARE