Ultimo aggiornamento: 01-06-2016 - 01:15
Mercoledì 1 Giugno 2016

Fortilizio della Torre Guelfa, un altro progetto Piuss realizzato. Le foto

La scheda storica e l’intervento eseguito

Pisa - 27/02/2016

Enrico Rossi «Un  bellissimo intervento». Il sindaco Filippeschi «Un restauro che fa parte, insieme ad arsenali  Repubblicani  e cittadella Galileiana, di un  progetto più ampio intorno al  futuro Museo  delle Navi. Abbiamo invitato il Ministro Franceschini ad aprile a vedere l’area e a visitare  gli arsenali Medicei,  dove già ci sono una parte delle imbarcazioni». 

Pisa 27 febbraio 2016 - Il Comunicato dell'Amministrazione Comunale - Progetto - Attraverso l’intervento di restauro è stato realizzato un corpo scala con ascensore che collega il piano terra con i piani superiori e la realizzazione al piano terra di servizi per persone con impedite o ridotte capacità motorie, nella porzione laterale del fabbricato sono stati collocati i servizi divisi per sesso per il personale dipendente e un locale autoclave, i servizi igienici divisi per sesso per i visitatori e un locale tecnico al terzo piano.Come in ogni caso di progetto di restauro i lavori sono i meno invasivi pur partendo da uno stato di conservazione dell’intero complesso che necessita di interventi per rendere possibile e fruibile da qualsiasi persona le sale interne.

Sono state realizzate diverse opere di consolidamento strutturale compresa la copertura, le aperture sono state chiuse da grandi infissi vetrati termici e il fabbricato è dotato degli impianti tecnologici necessari all’agibilità, quali quelli elettrici, rete dati, meccanici con impianto radiante a pavimento, filodiffusione, WI-FI, videosorveglianza ed antincendio.

Le superfici interne interessate dall’intervento sono di 420 mq. Articolate su tre piani ed interpiani ed il costo complessivo dell’intervento è stato di € 1.100.00.,00 compresa Iva di Legge. Il progetto di restauro è ricompreso nell’intervento “PIUSS (PI-12-52) Area della Cittadella, recupero di aree per servizi al pubblico del museo delle navi” finanziato al 60% contributo a specifica destinazione della Regione Toscana  e dal 40%  da mutuo contratto dal Comune di Pisa. I lavori sono stati realizzati dalla ditta Lattanzi S.r.l

I progetti PIUSS: punto della situazione

Notizie storiche - Il complesso del Fortilizio guelfo è costituito dalla porta Degazia, dall’anteporta con ponte levatoio, dal palazzetto fortificato e ampliato sotto la dominazione fiorentina, dalla Torre guelfa e dall’edificio laterale da cui partiva l’antico ponte a mare (“Pons Maris”). Quest’ultimo fu costruito negli ultimissimi anni del XIII secolo e collegava la porta Degazia al bastione di Stampace. Vicino a quest’ultimo, l’imboccatura del canale dei Navicelli mediceo arrivava fino a Livorno. L’analisi storica non si può limitare al solo edificio del fortilizio ma si deve allargare a tutta la zona dato che in nessun periodo storico il suo destino è stato slegato dal contesto in cui si trova con il quale anzi ha condiviso nei secoli mutamenti di destinazione e geometria e periodi di sviluppo alternati a lunghi periodi di abbandono. La “Turris de Arno” risale al tempo della costruzione del terzo cerchio delle mura urbane (1155-61) sotto il consolato di Cocco Griffi, mentre la “Porta Degazia” per alcuni storici è posteriore (fine XII secolo). All’inizio del 1200, in seguito alle numerose ed importanti vittorie riportate dalla flotta della Repubblica Pisana in tutto il Mediterraneo, si riunì in un unico ampio spazio di circa quattro ettari le intense attività cantieristiche dove venivano varate le navi pisane. Inizia così la costruzione della Tersana e quindi dei tre lati del recinto murario dell’area suddetta che si addossava al tratto meridionale del lato ovest delle mura comunali.

Questa vasta area fortificata è così descritta da una cronaca trecentesca: “… un luogo murato di grosso muro…in quattro facce, che la faccia di verso levante era lo muro della città e lo muro di verso mezzodì in sul fiume Arno rasente era posto alla Porta Degazia…”

La porta Degazia, facente parte delle mura antiche, serviva da accesso dalla città di Pisa alla Tersana.
L’anteporta della porta Degazia risale al 1324 ed è ancora ben visibile all’interno del palazzotto della cittadella; fu rivolta verso la città anziché all’esterno come quella dell’angolo S-O, segno evidente che le fortificazioni della Tersana avevano acquisito un carattere difensivo-offensivo anche nei confronti della città stessa e che erano in funzione di un rafforzamento del quadrilatero. Non a caso Jacopo D’Appiano nel 1394 fortificò la Tersana facendo costruire la prima merlatura di mattoni delle mura e rese forti le torri: probabilmente quella all’angolo N-E e quella innalzata sull’anteporta ora citata, ambedue rivolte verso la città, così da potersi asserragliare nella Tersana ormai ridotta “a guisa di fortezza”.

L’anteporta della Porta Degazia è caratterizzata da un ampio arco a pieno centro con imposte verticali ed è affiancato da uno minore: l’uno e l’altro erano dotati all’interno di ponte levatoio, come dimostrano le alte fenditure attraverso le quali sporgevano le sbarre di legno con le quali si azionava il movimento dei due ponti. Le ghiere degli archi delle due porte presentano una decorazione a gola con dentelli, tipica della prima metà del XIV secolo. Sembra attendibile l’immagine della Tersana che si trova nel dipinto su tavola di un anonimo del primo ‘400 conservato nella chiesa di S. Nicola e raffigurante la città protetta da S. Niccolò da Tolentino. Una doppia cortina muraria parallela all’Arno collega la porta Ghibellina alla porta Degazia sulla quale è impostata una torre massiccia con beccatelli e caditoie, merlata e con tetto a padiglione, affiancata a nord dalla torre Guelfa, ricostruita dai fiorentini agli inizi del ‘400.

Un ponte a tre archi, fortificato, attraversa l’Arno fra l’antica porta Degazia e la nuova porta a mare.
Il ponte a mare fu vittima della piena del 1869; fu sostituito con un altro in ferro più a valle mentre il ballatoio sull’Arno è ancora esistente e collega l’arco con la sponda del fiume più prossima alla porta Degazia. La torre fu edificata durante la prima dominazione fiorentina (1406), quando venne ristrutturata tutta la zona di quello che era l'Arsenale pisano. Il nome venne scelto in contrapposizione alla più antica Torre ghibellina, eretta nel 1290 all'angolo Sud-Ovest del quartiere e andata in seguito distrutta. La torre aveva anche il compito di permettere l'avvistamento, essendo alta abbastanza da scorgere il mare e al tempo stesso di dominare la città, essendo chiaramente visibile dalla prima metà dei lungarni. Il fortilizio fu costruito dai fiorentini negli anni 1408-1420 e varie modifiche sono state apportate nei secoli successivi. Infine un rinforzo è stato aggiunto con materiale di recupero all’angolo S-O del fortilizio.

Riassumendo la terza cerchia delle mura urbane venne innalzata tra il  1155 e il 1161, le mura della Tersana all’inizio del XIII secolo, la Turris de Arno verso la metà XII secolo, la Porta Degazia alla fine XII secolo, l’anteporta della porta Degazia nel 1324, la torre impostata sulla porta Degazia e sulla sua anteporta nel  1394, la Torre guelfa nel 1407, le  mura lungo l’Arno e l’arcata sul ponte dopo il 1394, il ballatoio sull’Arno dopo il 1408, il ponte a mare risale all’ inizio del XIV secolo e il fortilizio tra il 1401 e il 1420.
Nel 1944 tutta l’area fu gravemente colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’intera torre guelfa e porzione del fortilizio furono distrutti e ricostruiti scrupolosamente nel dopoguerra (1956) riproponendo l’aspetto originario e cercando di recuperare esattamente l'aspetto precedente.

I materiali - Il Fortilizio risulta costituito  in prevalenza da muratura in mattoni di laterizio catalogati in17 tipi diversi e classificati per dimensione, colore, tessitura, stilatura dei giunti e contenuto di calce. Internamente al palazzotto il muro dell’anteporta è di pietra calcarea e verrucano a conci ben sagomati e spianati, disposti in filari. La porta Degazia è costituita da conci di calcare ceroide, verrucano e pietra calcarea cavernosa. Il fortilizio è stato utilizzato per anni come deposito delle armature e dei costumi antichi del quartiere di Santa Maria utilizzati nelle sfilate del “gioco del Ponte” che si svolge tutti gli anni l’ultima domenica di giugno. La torre attualmente risulta quasi sempre chiusa e non accessibile. Al suo interno sono esposti alcuni stemmi provenienti da vari edifici cittadini alcuni dei quali appartenuti alle famiglie dei Capitani e dei Commissari fiorentini succedutisi nel governo della città tra i quali lo stemma di Lutozzo Masi, commissario generale dal 1644 al 1646.

Sotto, le foto di Foto5Elisa (1-4)

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