Ultimo aggiornamento: 25-09-2016 - 03:08
Domenica 25 Settembre 2016

Internet Day

Il 30 aprile l’Italia festeggia i 30 anni del primo collegamento, avvenuto a Pisa nel 1986

Pisa - 29/03/2016

«Renzi dà un segnale forte. È molto bello che si ricordi con impegno, in tutto il paese, la memoria dei trent’anni dalla prima connessione italiana alla rete e che a questa memoria si leghi un rilancio, con la promozione della banda ultralarga. Per Pisa fu il giorno che rinnovò la vocazione antica di città della scienza e dell’innovazione. Nel 1961, su intuizione e consiglio di Enrico Fermi, a Pisa si era attivato il primo calcolatore elettronico italiano, la Cep. Mentre nel 1956 a Pisa Adriano Olivetti, che collaborava con la nostra Università, aveva insediato un gruppo di ricercatori di eccezionale valore, a Barbaricina. L’Università di Pisa non a caso è stata la prima in Italia a dar vita ad un corso di laurea d’informatica. E al Cnr di Pisa si registrano dall’inizio i domini.it».  Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commenta l’annuncio fatto dal presidente del consiglio Matteo Renzi delle celebrazioni del trentennale dalla prima connessione Internet italiana, avvenuta il 30 aprile 1986, a Pisa, con il collegamento alla rete Arpanet fatto dal Cnuce, istituto del Cnr.

«Dobbiamo promuovere l’innovazione, che è l’unico spazio di crescita. A Pisa ogni anno si svolge l’Internet Festival – ricorda il Sindaco – un evento di livello internazionale dedicato alla Rete, alla sua evoluzione, ai risvolti della rivoluzione più importante del secolo scorso nella vita quotidiana delle persone, nel modo di formare le opinioni, la cultura, di educare, conoscere, informarsi, viaggiare, acquistare. L’edizione di quest’anno speciale si farà dal 6 al 9 di ottobre».

«Pisa ha contribuito a fare la storia delle telecomunicazioni, fin dagli esperimenti di Guglielmo Marconi a Coltano, e dell’informatica italiana e ambisce ad essere un luogo dove immaginare e scrivere nuovi capitoli. Abbiamo una comunità culturale non solo forte per ricerca e didattica delle scienze – aggiunge Filippeschi – ma anche per capacità di dibattito sulle conseguenze dell’uso di Internet e sul futuro della rete, così legato al futuro della democrazia e ai cambiamenti economico-sociali in un mondo che non trova la via per uscire da contraddizioni e conflitti sempre più gravi. Pisa può essere ancor più incrocio di culture giovani e non-conformiste, quali quelle che si esprimono con la Rete e cercano di dare un senso futuro ai cambiamenti».

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