Ci scrive Francesco Stea

    Ci scrive Francesco Stea

    SHARE

    La pista ciclabile per il parco di San Rossore, lungo il viale delle Cascine, è larga al massimo qualche decina di centimetri. In realtà, a causa dell''incuria e della mancanza di manutenzione, è spesso coperta in parte da terra e vegetazione, e si riduce letteralmente a una spanna; in alcuni punti, poi, scompare del tutto sotto la sabbia. Ci sono inoltre alberi con rami pericolanti o sporgenti ad altezza d''uomo, cassonetti, automobili parcheggiate a ore senza che nessun vigile intervenga. L''incuria sulla pista di San Rossore fa bene il paio con la mancata valorizzazione dei numerosi e piacevoli itinerari per il trekking e la mountain bike sul Monte Pisano, dove i percorsi sono mal segnalati, la cartellonistica scarseggia ed è assai difficile orientarsi persino avendo con sé le pochissime cartine e guide che se ne occupano e che circolano in modo quasi clandestino (mi risulta che esista un solo libro che ne tratta parzialmente, mentre la cartina dei sentieri del Club Alpino Italiano è reperibile in una sola libreria specializzata). Mi chiedo se il rilancio del turismo a Pisa si faccia così, a suon di cemento e mattoni per nuovi faraonici inutili alberghi ma scoraggiando di fatto la fruizione di notevoli bellezze naturali poste a pochi passi dalla città; le quali, se fossero davvero valorizzate come meritano, potrebbero di certo attrarre un congruo numero di visitatori. Certo a Pisa ci si lamenterà sempre del "turismo mordi e fuggi", finché tutto quello che sapremo offrire sarà Piazza dei Miracoli con le bancarelle di cianfrusaglie e i bar e i ristoranti in cui i prezzi (esosi) sono inversamente proporzionali alla qualità, e oltre la piazza il nulla. Poi diamo la colpa a qualche extracomunitario col borsone…

    SHARE