Domenica in musica: grazie per la bella iniziativa

    Domenica in musica: grazie per la bella iniziativa

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    Sabato 2 dicembre alle 17 a Palazzo blu c’è stata la presentazione del libro di Giuntini, Grondona, Russo Stile tardo in musica, edito da ETS. Tale libro riprende e sviluppa i temi affrontati dai medesimi studiosi durante il ciclo di incontri (supportati dalla Fondazione Arca) che durante l’inverno 20017 si sono svolti a Palazzo Blu, sotto il titolo di Domenica in musica. Gli incontri (offerti gratuitamente al pubblico), costituiscono una graditissima tradizione: hanno avuto luogo già nei due anni precedenti, sono stati seguiti con grande interesse da un pubblico molto ampio (anche di giovani) e sono strutturati secondo questo dittico: una parte concertistica eseguita da bravissimi esecutori, preceduta da un’analisi dei brani stessi condotta in modo assai competente dai tre musicologi della nostra università. La scelta delle musiche analizzate e suonate non è casuale ma è stata attuata con un criterio  tematico, diverso ogni anno e che quest’anno era: lo stile tardo in musica. E’ una categoria non facile da circoscrivere, come ha sottolineato anche Giovanni Bietti, illustre musicologo che ha presentato il libro, ma tuttavia utilissima come strumento di indagine nei vari autori presi in considerazione.

    Il progetto di “Domenica in musica” è meritorio, perché offre ai cittadini non solo il godimento di belle esecuzioni musicali, ma anche una spiegazione di tanti elementi costitutivi del testo musicale che ai non specialisti fatalmente sfuggono; inoltre esso è originale, perché riesce a fare incontrare pubblico, università, artisti locali: tanto spesso ci lamentiamo che a Pisa tali categorie rimangono separate, ognuna nel proprio orto! Quindi mi sarei aspettata che la presentazione fosse maggiormente pubblicizzata, anche come occasione per una riflessione e un riconoscimento dovuto. In ogni caso, visto che sabato il pubblico era ristretto, e che a me, come ad altri, manca spesso il coraggio di prendere la parola, vorrei scrivere ora per manifestare la gratitudine che provo: nei confronti dei tre studiosi sunnominati che con tanta generosità si spendono in un impegno volontario certamente irto di difficoltà grandi e piccole, e anche degli artisti coinvolti in questi appuntamenti molto attesi e apprezzati.  Sono certa di interpretare il desiderio di molti esprimendo l’augurio che un’iniziativa di un livello così alto dal punto di vista culturale, ma anche così accessibile ai cittadini, possa continuare e consolidarsi ancora.

    Paola Raspadori

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